Vertenza Solvay, firmato accordo per cig straordinaria. A rischio l’occupazione alla Santa Croce

Nei locali dell’assessorato al Lavoro della Provincia, in via Passolanciano, a Pescara, è stato firmato l’accordo relativo alla cassa integrazione guadagni straordinaria per un anno, a partire dal 16 dicembre, per 19 lavoratori della Solvay Chimica Bussi spa. Ne dà notizia l’assessore Antonio Martorella che ha raggiunto l’intesa con Confindustria, Solvay, Rsu, Uiltec Uil, Femca Cisl, e Filtctem Cgil. Martorella parla di un “buon risultato” mettendo in evidenza alcuni aspetti dell’accordo riguardanti l’organizzazione del sito, la gestione del piano sociale e il progetto Linfa per la ricollocazione dei lavoratori. 

“Il 26 settembre – dice – era stata attivata la procedura di mobilità per 22 addetti e dopo una trattativa, su esplicita richiesta della Provincia a riconsiderare l’ammortizzatore sociale, si è arrivati oggi all’intesa per la Cigs per cessazione di attività per un anno per 19 delle 22 persone, tutte impegnate in due unità produttive coinvolte in un processo di riunificazione”. L’accordo è finalizzato a “rendere raggiungibili le prospettive di un possibile recupero dei lavoratori” e proprio a questo scopo “è stato anche previsto il coinvolgimento degli operai nel progetto Linfa, lanciato dalla Provincia nei mesi scorsi e finalizzato al reinserimento nel mondo del lavoro delle persone coinvolte in crisi aziendali. I lavoratori vengono presi in carico dalla Provincia per attività di orientamento, eventuale riqualificazione e possibile ricollocazione attraverso il contributo di Agenzie private del lavoro (Apl) e organismi di formazione accreditati. In caso di ricollocazione, la Provincia eroga alle Apl un riconoscimento economico”. Martorella sottolinea che “tutti i componenti del tavolo hanno consentito di arrivare, dopo una trattativa complessa, ad un accordo in grado di sintetizzare le diverse posizioni. Il senso di responsabilità di tutti ci ha consentito di cogliere il risultato sperato, evitando il licenziamento e puntando ad una prospettiva positiva per i lavoratori”. L’importanza di questa vertenza viene infine sottolineata dall’assessore “sia per la rilevanza dell’azienda in Val Pescara, oggetto peraltro proprio in questo periodo di un piano di reindustrializzazione, sia per il risvolto occupazionale”.

Oggi erano presenti: per la Solvay Gianluca Giannetti e Bruno Aglietti della Solvay, assistiti da Pasquale Pinnetti di Confindustria Pescara; Giovanni D’Addario e Domenico Ronca della Filctem Cgil; Stefano di Crescenzo, Razzaia Massimiliano e Antonello Ferreri della Femca Cisl; giovanni Cordesco della Uiltec Uil; per le Rsu Tonino Bucci e Cesare Di Berardino.

Da una vertenza che ha avuto un esito ad un’altra che potrebbe portare alla perdita di 78 posti di lavoro. L’azienda Santa Croce ha annunciato, due settimane fa, l’avvio delle procedure di mobilità, anticamera del licenziamento, per tutto il personale. All’immediata richiesta di incontro delle organizzazioni sindacali non ha fatto seguito alcuna convocazione da parte della proprietà. 

Un silenzio preoccupante, che rischia di compromettere il futuro dei dipendenti. 

A lanciare l’allarme è Franco Pescara, segretario interregionale Fai-Cisl Abruzzo e Molise, che chiede l’intervento delle istituzioni e degli organi competenti. “Sono trascorse due settimane dalla richiesta di incontro inoltrata all’azienda, dopo che la stessa ha messo in mobilita’  tutti i dipendenti – dice Pescara – ma non vi è stato alcun riscontro positivo. Sollecitiamo l’interessamento di tutte le parti in causa, ciascuna per le proprie competenze, per tutelare questo importante prodotto di alta qualità, che garantisce lavoro e occupazione a diverse famiglie della Valle Roveto”. 

Secondo il segretario della Fai-Cisl a dal 2008 ad oggi le bottiglie uscite dallo stabilimento di Canistro sono vertiginosamente scese. “Una tendenza che va immediatamente invertita garantendo forti investimenti – sottolinea Pescara – in primis nel settore commerciale. Vanno, inoltre, utilizzati, per garantire l’occupazione, i fondi stanziati per rilanciare l’economia delle zone dove è più forte il rischio di spopolamento. La Fai- Cisl richiama l’attenzione a sulla necessità di un progetto industriale vero, in grado di riportare lo stabilimento Santa Croce di Canistro ai livelli che merita”. Infine, il risvolto occupazione: “La cassa integrazione in deroga – conclude Pescara -, sta interessando tutti i 78 lavoratori, ma il futuro e’ incerto. Senza un piano di rilancio, le maestranze saranno a rischio licenziamento”. 

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