Truffe alle assicurazione, altri due arresti

La squadra mobile di Chieti ha eseguiti ieri, ma la notizia è stata diffusa solo oggi, dopo le nove misure cautelari restrittive emesse dal Gip del Tribunale di Pescara il 21 novembre scorso, ne ha eseguite altre due nei confronti di due soggetti responsabili di associazione per delinquere finalizzata alla frode alle compagnie assicurative. I due sono agli arresti domiciliari. Come nel primo filone d’indagine anche in nell’ultima gli arrestati sono Stefano Peruzzi, 45 anni, titolare di uno studio fisioterapeutico e di un’agenzia per servizi assicurativi e nel settore infortunistico di Pescara e un avvocato, Paul Di Lallo, 39 anni, anch’egli di Pescara. Per gli investigatori si tratta dei principali promotori di una parallela associazione dedita alle frodi ai danni di compagnie di assicurazione con numerosi incidenti simulati e con contestali lesioni spesso risarcite. 

L’avv. Di Lallo, su input di Peruzzi, avrebbe istruito e seguito una miriade di pratiche assicurative fittizie ai danni di numerose compagnie assicurative. Le indagini, coordiante dal dirigente della Mobile, Costantini, e condotte dagli uomini della IV sezione antidroga, guidata dall’ispettore Licio D’Antuono, si sono protratte per circa due anni. Al momento sono complessivamente 82 gli indagati. Peruzzi, già arrestato nel maggio del 2012 per detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti, usufruendo delle sue strutture, faceva effettuare il più delle volte a clienti compiacenti visite mediche e cure riabilitative in sede, cure che non venivano eseguite ma le cui spese fittiziamente sostenute erano a carico delle compagnie assicurative. L’avv. Di Lallo, legale di entrambe le società di Peruzzi, curava nei minimi particolari gli introiti di Peruzzi, istruendo le pratiche sino all’ottenimento del risarcimento. In più circostanze avrebbe personalmente accompagnato i clienti presso gli istituti bancari per incassare l’assegno emesso dall’assicurazione per garantire che il provento venisse ripartito per consegnare le spettanze in primis a Peruzzi e allo stesso Di Lallo. Quest’ultimo, il 9 agosto del 2011, fu vittima di una rapina quando a Pescara, sotto la minaccia di una pistola, gli venne sottratta una borsa con all’interno la somma di 3.500 euro, verosimile provento dei risarcimenti. L’autore della rapina venne identificato in Giovanni Di Blasio, indagato nell’ambito dell’operazione Fatal Crash e finito agli arresti domiciliari il 21 novembre scorso.

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