Tribunali: la Consulta dice no al referendum abrogativo

Non ci sarà alcun referendum sulla nuova geografia giudiziaria. La Corte Costituzionale ha infatti dichiarato inammissibile la richiesta di referendum abrogativo, avanzata da nove Consigli regionali, inerente la riforma, entrata in vigore il 13 settembre scorso, che ha portato alla soppressione di circa mille uffici giudiziari minori. Le motivazioni della Corte saranno depositate entro i termini di legge.

“Non ci fermeremo, andremo anche davanti alla Corte di giustizia europea, questa è una delle strade, noi cercheremo tutte quelle percorribili per contrastare questa riforma”.

A dichiararlo e’ l’avvocato Fabiana Contestabile, che guida il Coordinamento nazionale che riunisce i Consigli regionali promotori del referendum sulla geografia giudiziaria e i vari comitati territoriali nati a sostegno del referendum. “Siamo molto delusi e offesi – dichiara Contestabile – è stato cancellato di fatto l’articolo 75 della Costituzione, perché non si è tenuto conto del fatto che il quesito era perfettamente ammissibile, e che era stato proposto da 9 Consigli regionali, quindi da 23 milioni di cittadini”.

Nel frattempo una proroga di dieci anni per derogare la riforma delle circoscrizioni giudiziarie nelle province abruzzesi, che interessa i Tribunali di Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto, ed evitarne la soppressione è stata prevista da un emendamento presentato al decreto “Milleproroghe” dalla senatrice PD Stefania Pezzopane, firmato anche dai senatori Federica Chiavaroli (NCD), Luigi Cucca, (PD), componente della Commissione Giustizia e Enrico Buemi (PSI). 

Nel testo si chiede di prorogare per dieci anni la deroga concessa ai Tribunali abruzzesi, per il sisma del 2009, che inizialmente prevedeva solo tre anni, a causa delle perduranti condizioni di inagibilità delle sedi dei Tribunali di L’Aquila e Chieti. “La mobilitazione – afferma Pezzopane – continua. Ho presentato questo emendamento in sintonia con le richieste dei comitati cittadini, dell’Ordine degli Avvocati e dei Sindaci del territorio. La riforma intrapresa dai precedenti Governi rappresenta solo un aggravio dei costi per il cittadino, senza alcun beneficio concreto per il sistema giudiziario. L’emendamento ci consente di avere un lasso di tempo ragionevole per scongiurare la chiusura – ha proseguito Pezzopane – Dobbiamo fare squadra e dedicarci con convinzione a confezionare un progetto valido che salvi i tribunali abruzzesi, da presentare al Governo al piu’ presto, anche rivedendo qualche circoscrizione giudiziaria e salvaguardando i territori di montagna”.

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