Sfruttavano connazionale: 5 romeni arrestati a Pescara

Favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, estorsione, lesioni, violenza privata e minacce. Sono questi i risultati di una indagine condotta dalla Squadra Mobile di Pescara che ha portato, in queste ore, all’arresto di cinque cittadini romeni. L’operazione è partita la scorsa estate quando una ragazza, anch’essa romena, è riuscita a raccontare la vita alla quale era stata costretta. Fuggita dalla guardia dei suoi persecutori, la giovane, arrivata in Italia con la falsa promessa di un lavoro come badante, è stata privata del passaporto e segregata in casa, è stata costretta a prostituirsi con continue e pressanti minacce di morte e quando è rimasta incinta si è sentita dire dai suoi sfruttatori che avrebbero venduto il bambino. La giovane si è rifugiata presso un’associazione, dove ha avviato il suo percorso di reinserimento sociale.

La banda di romeni si occupava del controllo della zona sud di Pescara e spesso si sono verificati aggressioni e scontri violenti finalizzati ad ottenere il pagamento di una sorta di “tassa di occupazione” da parte delle prostitute. L’operazione segue quella di ottobre del 2013, quando venne smantellata un’altra organizzazione criminale, sempre di matrice romena, che aveva ingaggiato una “guerra” con il gruppo che oggi è finito in manette, per il controllo del territorio. Le indagini sono durate quasi un anno. Organigramma e metodi dell’organizzazione sono stati ricostruite grazie alla prostituta fuggita via e si e’ appurato che la banda, particolarmente strutturata e agguerrita, gestiva un giro d’affari di almeno centomila euro al mese, sfruttando decine di giovani ragazze romene. 

La pericolosità dei cinque è dimostrata anche dal fatto che la banda è stata in grado di scovare la donna che si era allontanata, nonostante il suo trasferimento in una località protetta, per farle arrivare macabre minacce. 

Sempre oggi sono state eseguite ottantadue misure cautelari in Toscana, Abruzzo e Sicilia in una operazione contro la criminalità condotta dalla Polizia di Stato. 

 A Livorno la Squadra mobile, con l’ausilio delle questure di Firenze, Pisa, Prato e del Reparto Prevenzione Crimine Toscana, ha eseguito 29 misure restrittive per i reati di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, sequestro di persona, rapina aggravata, porto e detenzione illegali di armi, perpetrati nel periodo dal 2009 al 2012. Cinque le misure restrittive eseguite dalla Squadra mobile di Pescara per i reati di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, estorsione, lesioni, violenza privata e minacce. 

Accertato un giro d’affari di almeno 100mila euro al mese: le indagini, durate circa un anno, con il supporto della Squadra mobile di Chieti, hanno riguardato una pericolosa banda composta da romeni. 

A Catania la Squadra mobile ha eseguito 48 misure restrittive nei confronti di altrettante persone ritenute responsabili dei reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione e porto illegale di armi e ricettazione.

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