Chiodi, carte alla mano, rigetta le accuse. “Siamo politici seri”

Gianni Chiodi non ci sta. La vicenda rimborsopoli scoppiata nelle ultime ore lo porta a convocare in gran fretta una conferenza stampa nel pomeriggio di oggi a Pescara per cercare di rimettere le cose al loro posto.

L’inchiesta avviata dalla Procura di Pescara e che porterà il presidente della Giunta regionale davanti ai magistrati inquirenti nelle prossime settimane ha avuto una vasta eco uscendo, come era facilmente prevedibile, a gran velocità dai confini regionali. Il governatore, così come ha fatto in mattinata il presidente del Consiglio, Nazario Pagano, ha voluto ripulire l’aria dal polverone che si è alzato e sebbene si sia soffermato a dimostrare che di spese gonfiate o ingiustificate lui non ne ha fatte, ha voluto anche allontanare dubbi, voci e supposizioni sulla sua Giunta.

Per dimostrare che le accuse che gli sono state rivolte sono infondate, Chiodi, nell’incontro con la stampa, tira fuori subito la chiacchieratissima vicenda del biglietto aereo della moglie.

“Sarebbe bastato prendere in considerazione chi ha pagato il biglietto e visionare l’ordine di bonifico sul mio conto corrente – spiega agitando la copia della ricevuta  che sarà consegnata presto agli inquirenti. Poi passa alla seconda comunicazione riguardante la contestazione di “spese di missioni in una serie di località in cui mi sono recato ovviamente per fini istituzionali e documentabili”. Esiste un elenco, con i motivi che le hanno generate, a Nizza, a Capri, a Milano, Torino, a Verona e altro. Di tutti questi viaggi “è stata data informazione agli organi di stampa” di volta in volta e anche questo materiale di prova sarà consegnato a “chi di dovere”. Anche in questo caso il governatore tita fuori le ‘pezze di appoggio’. 

Chiodi sposta poi l’attenzione sulla corsa per la sua riconferma alla guida della Regione. “Qualcuno – ha detto – sostiene che non è iniziata la campagna elettorale. Invece io dico che sono stati convocati i comizi quindi prendiamo atto che è iniziata. Ed è cominciata con un atto che qualcuno potrebbe strumentalizzare e quindi in qualche modo inquinare i percorsi della campagna stessa. Dico subito che se l’obiettivo dovesse essere di farci ritirare dalla competizione, sappiano tutti che il centrodestra non si ritira. I nostri avversari, chiunque siano, sappiano che affronteremo la campagna elettorale a testa alta perché siamo persone per bene. Qualcuno potrebbe sostenere – queste le parole di Chiodi – che la politica oramai in Italia non serve più e deve essere commissariata con vice sindaci e vice governatori o futuri vice governatori. Si sappia che noi lotteremo fino al 25 maggio, certi che ci devono giudicare i cittadini. Se pensa, qualcuno, di strumentalizzare atti della magistratura, sappia che non ci ritireremo e ci devono ‘sterminare’, come evocato già da qualcuno, ma non sarà facile. Vorrei ancora credere, come ho sempre fatto, anche nella correttezza dell’operato della magistratura. Lo vedremo presto, lo vedremo il 4, che sarà la cartina di tornasole – ha aggiunto.

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