Apre anno giudiziario e gli avvocati protestano

Con la relazione inaugurale si è aperto il nuovo anno giudiziario in Abruzzo. A tenerla il presidente della Corte d’Appello de L’Aquila, Stefano Schirò che ha segnalato un aumento dei reati di associazione di tipo mafioso legati a ricostruzione post-sisma e tratta internazionale. Non solo pericoli che possono venire “dalla criminalità organizzata” ma la regione Abruzzo – per Scirò – è gravemente colpita dal fenomeno della tratta e dello sfruttamento della condizione femminile”. 

Un’apertura segnata dalla protesta degli avvocati abruzzesi che hanno abbandonato la cerimonia, denunciando “la condizione in cui versa la giustizia”. L’uscita è stata annunciata dal presidente del Consiglio dell’Ordine Forense de L’Aquila, Carlo Peretti, in qualità anche di Presidente distrettuale dello stesso Ordine. 

“La giustizia oggi in Italia assolve alla sua funzione di regolare i rapporti umani e sociali? Nove milioni di processi pendenti – ha detto Peretti – 17 riforme in otto anni con i tentativi, nemmeno poi tanto mascherati di istituire una giustizia di serie A perché può permettersela ad una di serie B per tutti gli altri; costi aumentati negli ultimi tre anni fino al 182 per cento. Per risolvere le fisiologiche criticità della giustizia nel nuovo disegno di legge, una delle novità prevede la possibilità di conoscere le motivazioni della sentenza di primo grado solo previo pagamento di una quota prestabilita, corrispondente a una parte del contributo unificato richiesto per il grado di giudizio seguente. In sostanza il giudice non emana più la sentenza completa, ma esclusivamente il dispositivo, con i riferimenti normativi e giurisprudenziali occorsi per risolvere la controversia. Se la parte vuole capire perché abbia avuto torto o ragione ovvero voglia conoscere le motivazioni estese, invece, dovrà presentare relativa richiesta con tanto di saldo degli oneri pattuiti. Ormai – ha detto sempre Peretti – si assiste al disfacimento di coloro che professionalmente debbono confrontarsi ogni giorno con la trincea della giustizia: l’Ordine forense, asfissiato da numeri abnormi è diventato un ammortizzatore sociale così ridotto da quanti ritengono che la funzione difensiva è un fastidioso intralcio. L’ordine giudiziario troppo spesso in splendido isolamento a detrimento del proprio ruolo di garanzia ed indipendenza. Il corpo dei cancellieri e degli assistenti giudiziari mortificato e logorato da precarie condizioni lavorative sommerso da tonnellate di carte in rapido invecchiamento”. Prima che la cerimonia d’inaugurazione dell’anno giudiziario cominciasse, fuori dalla Scuola Ispettori della Guarda di Finanza, a Coppito, c’è stato un sit-in, in difesa dei tribunali abruzzesi inseriti nel processo di accorpamento. “Il tribunale di Sulmona deve essere salvato” la scritta su uno striscione esposto. Gli altri tribunali a rischio chiusura sono Avezzano , Lanciano e Vasto, entrambi in provincia di Chieti.

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