Rimborsoli: i conti sotto la lente d’ingrandimento della Procura di Pescara

24 mila euro contestati al presidente della Giunta regionale, Gianni Chiodi per il viaggio di fine ottobre 2009 a Washington, in particolare il biglietto di 2.872 euro in classe business che, secondo l’accusa, sarebbe stato pagato con la carta di credito istituzionale, e che risulterebbe intestato alla moglie del governatore; 3 mila euro contestati all’assessore regionale Angelo Di Paolo, che non avrebbe mai rendicontato le spese delle carta di credito; al vice presidente della Regione Alfredo Castiglione, invece, una missione a Mirabello (Ferrara) nel mese di settembre 2010, per prendere parte alla festa di An e nella quale avrebbe speso per un pranzo 142 euro e, sempre secondo l’accusa, avrebbe corretto a penna la ricevuta scrivendo il numero 1, relativo al numero dei coperti, al posto del numero 2. Sempre a Mirabello il vice presidente della Regione avrebbe consumato altri pasti con più persone per un totale di 200 euro; una consumazione, per la somma di 100 euro, a Cernobbio (Como), dell’assessore Mauro Di Dalmazio per la quale non sarebbe stata esibita la ricevuta fiscale; poi le missioni dell’assessore regionale Mauro Febbo. Le richieste di rimborso risulterebbero quasi tutte prive di motivazioni. Tra gli episodi contestati figurano quattro notti al Maxim di Verona, in compagnia della moglie, nel mese di aprile 2009, per un totale di 782 euro. I reati contestati, a vario titolo, sono truffa, peculato e falso ideologico. 

Sono questi i conti al vaglio dei sostituti procuratori Giampiero Di Florio e Giuseppe Bellelli. Le indagini, condotte dai carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Pescara, sono iniziate un anno e mezzo fa e riguardano il periodo compreso tra il gennaio 2009 e dicembre 2012.

“Il quadro emerso è un campionario di omissioni e raggiri tendente a lucrare ad ogni favorevole occasione in ogni ambito e per qualsiasi cifra. Questo malcostume è ormai assurto a normalità avendo interessato quasi interamente i componenti dell’intero arco politico rappresentato in consiglio regionale – si legge in uno dei passaggi dell’informativa degli inquirenti riguardante l’inchiesta della Procura di Pescara su presunti indebiti rimborsi per viaggi istituzionali. 

Ieri il presidente Chiodi, indagato insieme  insieme al presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, e altre 23 persone, tra assessori e consiglieri regionali, aveva spiegato d’aver pagato con bonifico, esibito in conferenza stampa, dopo alcuni mesi dalla data del viaggio a Washington.

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