Gatti propone chiusura del Ciapi, Sel attacca l’assessore

La Federazione Provinciale di Sel-Teramo esprime sconcerto dinanzi alla notizia nell’ambito della quale si dà conto della decisione dell’assessore regionale Paolo Gatti di chiudere l’associazione CIAPI formazione Abruzzo. La decisione sarebbe dovuta ai copiosi debiti accumulati dall’associazione nel corso degli ultimi anni e giustificata dall’assessore sulla circostanza che, come amministratore, egli deve rendere conto di tali debiti a unmilionetrecentomila abruzzesi.

“Dimentica l’assessore – dice Sel – che il dissesto del Ciapi (di cui la Regione è socio al 98%) è dovuto soprattutto alla decisione assunta dall’amministrazione regionale, ormai già da qualche anno, di sopprimere la corresponsione della quota associativa: quota che era necessaria – come da previsione statutaria – a coprire gli oneri di gestione dell’ente di formazione. Proprio in virtù di tale soppressione, il Ciapi non ha percepito dalla Regione gli importi necessari per il suo funzionamento e per il pagamento di tutti i soggetti che, a vario titolo, hanno maturato crediti per l’attività lavorativa svolta in favore dell’ente. Ebbene, se tali quote associative annuali fossero state corrisposte, come doveroso, dal socio Regione, l’associazione avrebbe, invece, potuto pagare, non solo i quaranta dipendenti in cassa integrazione citati da Gatti nell’intervista, ma anche tutti i docenti (da Gatti del tutto ignorati) che, nel corso degli anni, hanno prestato la loro opera professionale senza aver ricevuto ancora i relativi compensi. Farebbe bene, allora, l’assessore Gatti a ricordarsi di rendere conto – oltre che al milionetrecentomila abruzzesi genericamente menzionati – anche e soprattutto a quegli abruzzesi che hanno maturato i citati crediti di lavoro nei confronti del Ciapi (e, dunque, in definitiva della Regione, che del Ciapi costituisce di fatto il socio unico); crediti che il Ciapi non è riuscito e non riesce tuttora a soddisfare,proprio a causa del venir meno della maggiore e quasi unica entrata prevista dallo Statuto. È doveroso, a questo punto, chiedere all’assessore Gatti, innanzitutto, perché intenda chiudere un ente di formazione pubblico, che ha costituito fino a pochi anni or sono un fiore all’occhiello per tutta la formazione del centro-sud Italia, anziché tentare di riqualificarlo; in secondo luogo, se ciò non si tradurrà in un vantaggio per gli istituti di formazione privati; e, infine, se davvero ritenga accettabile, politicamente e moralmente, di poterne far cessare l’attività senza aver prima onorato tutti debiti che, in definitiva, sono debiti della Regione”.

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