De Fanis in procura a Lanciano sminuisce le accuse

Moglie, figlia e avvocati al seguito per essere sentito dal sostituto procuratore della Repubblica di Lanciano, Rosaria Vecchi. 

Una giornata importante per l’ex assessore regionale alla Cultura, Luigi De Fanis. Travolto dall’inchiesta su presente tangenti per le quali il 12 novembre scorso è stato raggiunto da un provvedimento restrittivo emesso dal giudice per le indagini preliminari di Pescara su proposta del procuratore capo della città adriatica, Federico De Siervo e dal sostituto procuratore Giuseppe Bellelli per concussione, truffa aggravata e peculato, per De Fanis quella odierna è stata una giornata delicata. Gli è piovuta addosso un’altra tegola, stavolta per l’ipotesi di reato più grave: l’eliminazione della moglie, Rosanna Ranieri, un ostacolo nella relazione che l’ex assessore avrebbe avuto con la segreteria, in Regione,  Lucia Zingariello. 

De Fanis è arrivato davanti al sostituto di Lanciano proprio per le ammissioni fatte dalla Zingriello: colpa di una telefonata nella quale avrebbe prospettato di voler mettere in pratica quel gesto. Circostanza raccolta a Pescara e per la quale è stato aperto un fascicolo, per tentato omicidio, a Lanciano. 

L’ex assessore è stato sentito per quasi due ore dal magistrato frentano, discolpandosi. “Ho pronunciato quelle parole ma per far colpo sulla Zingariello – dirà più tardi, ricordando, tra l’altro, che nei giorni in cui pronunciò quella frase in realtà la consorte stava poco bene, ma lui la curò con attenzione. Sentita anche la moglie e l’ex segretaria, assistita dal legale di fiducia Umberto Del Re. I due sono stati messi a a confronto nel pomeriggio. Un faccia a faccia di pochi minuti tra l’ex titolare della Cultura regionale e la Zingariello. Si rivedevano per la prima volta dopo lo scoppio della vicenda sulle presente tangenti. Un incontro durato pochi minuti, per ridimensionare l’accaduto, a quanto sembra. Particolare confermato anche dagli avvocati di De Fanis, Massimo Cirulli e Domenico Frattura. La Zingariello pare abbia ammesso di non aver creduto alle sue parole. 

Ora s’attendono le conclusioni alle quali è pervenuta il sostituto Vecchi. 

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