E ora si divide anche la magistratura

Non si sono spente le reazioni al documento, diffuso ieri, dell’Associazione Nazionale Magistrati Abruzzo, con il quale le toghe delle regione hanno chiesto, con chiarezza e fermezza, che nel ‘passaggio alla Camera dei Deputati dello spostamento al 2018 della data di entrata in vigore della riforma della geografia giudiziaria riguardante i tribunali di L’Aquila e Chieti, che avrebbero dovuto accorpare, entro il termine già prorogato del 2015, i tribunali di Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto’ l’emendamento, passato al Senato, venga cancellato.

L’intervento dell’ANM è stato letto da molti come un’invasione di campo e dall’altro l’occasione per conoscere finalmente la posizione dei magistrati sulla nuova geografia giudiziaria in Abruzzo. 

 Una posizione non condivisa da tutti. Non è d’accordo ad esempio il presidente del Tribunale di Sulmona, che oggi ha preso le distanze dall’ANM regionale.  Di tale comunicato il dott. Giorgio Di Benedetto non condivide né il merito, né le forme. “Infelici, soprattutto, appaiono le espressioni ed aggettivazioni usate nei confronti del Parlamento e di quanti -lavoratori, professionisti e  utenti- si sentono esposti, in un momento di così grave crisi economica, al rischio dei rilevanti sacrifici cui la riforma potrebbe dar causa. Nei loro confronti chi scrive avverte il dovere, anche a nome di tanti altri magistrati abruzzesi, di esprimere le proprie scuse per i contenuti e le forme di un comunicato che in nessun modo rappresenta lo stile e il pensiero della totalità dei magistrati – si legge nella nota.

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