“Mai approfittato dei soldi degli abruzzesi”

Due ore ieri dai magistrati per dimostrare che lui, Governatore d’Abruzzo, non ha approfittato di nulla nei suoi viaggi istituzionali. Oggi, invece, un’ora circa per affrontare le domande dei giornalisti che lo stesso Gianni Chiodi aveva invitato in conferenza stampa all’uscita dal palazzo di giustizia di Pescara, sempre ieri, dopo essere stato ascoltato dai sostituti Giuseppe Bellelli e Giampiero Di Florio, titolari dell’inchiesta per la quale Chiodi e altre 23 persone, tra assessori e consiglieri regionali, sono sospettati di truffa, peculato e falso ideologico.

Poco più di sessanta minuti con la stampa per far sapere, attraverso i media, a tutti gli abruzzesi d’essere un amministratore a posto, di non aver usato fondi pubblici per spese private e rimborsi di somme non dovute. Insomma, allontanare qualunque ombra che potrebbe impedirgli la ricandidatura alla presidenza. 

D’essere pulito lo ha spiegato ieri ai pm Bellelli e Di Florio. Soprattuto ha chiarito su quel viaggio a Washington, nel 2009, insieme alla moglie, per prendere parte all’evento organizzato dall’associazione degli italo americani negli Stati Uniti. Costo del viaggio 2 e 800 euro “pagato da me – e tira fuori la ricevuta. 

Ma le domande si fanno più incalzanti per quella notte romana con Letizia Marinelli in occasione delle manifestazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia e sul pagamento dell’albergo. Un episodio che non è entrato nell’inchiesta, venuta comunque fuori quando i magistrati hanno spulciato tra le spese. Non solo. La Moratti, poco dopo quell’incontro all’hotel Sole fu nominata Consigliera di Parità dalla Giunta regionale (in carica fino all’intervento della Corte dei Conti, che fece poi decadere il decreto). “Ho trasmesso agli uffici competenti della Regione la ricevuta fiscale dell’hotel attestante inequivocabilmente il soggiorno di due persone. Sulla fattura c’é scritto pax due, cioé due persone, quindi non ci sono stati artifici e raggiri per ottenere un rimborso indebito, anche se solo in parte – spiega alla stampa.

Ma non è finita. Un’altra bordata nei confronti del Presidente della Giunta parte per capire come mai Simona Marinelli, sorella di Letizia, avrebbe lavorato  dapprima nella segreteria dell’assessore Carpineta e poi anche lei nell’ufficio della Consigliera di parità. 

“Nessun favoritismo sia nel primo che nel secondo caso – risponde lapidario Chiodi che non sgombra il campo da possibili dimissioni. 

Si torna ai fatti contestati. Sotto la lente d’ingrandimento dei giudizi pescaresi, 184 missioni, 164 a Roma, il resto si tratta di viaggi effettuati in altre località italiane ed estere. “A Roma sono stato circa 300 volte tra il 2009 e il 2012 come come presidente della Regione, commissario per la ricostruzione, commissario per la Sanità e vice presidente dell’assembla delle Regioni d’Europa – ha spiegato Il governatore -. Sulle missioni all’estero e in Italia si è già ricostruito il tutto, ora si sta facendo luce con quelle di Roma”.

Spostamenti per un ammontare complessivo di 29 mila euro. 

“Attenzione, però: in molti casi, quando sono stato a Roma, non ho maturato nemmeno il diritto alla diaria e, quindi, non ha compilato la scheda di missione. Ieri, ad esempio, ho spiegato ai giudici di aver chiesto il rimborso di 69 pasti su 197 missioni. Non ho nemmeno il cellulare d’ufficio: uso il mio e me lo pago”.

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