Aeroporto d’Abruzzo: sindacati in stato di agitazione

Le rappresentanze sindacali aziendali dell’aeroporto d’Abruzzo dichiarano lo stato di agitazione e preannunciano azioni, da attuare a breve, che “potrebbero arrivare al blocco delle attività aeroportuali”.

Una situazione, scrivono in una nota Nino Di Bucchianico, Mario Marcucci, Vanessa Di Medio e Roberto Di Pietro, maturata per “la negligente disattenzione e noncuranza della classe politica abruzzese” e che rischia di essere “confermata nell’assemblea straordinaria dei soci Saga convocata per il 10 marzo, che potrebbe determinare la chiusura dell’aeroporto”.

I quattro fanno notare che il comparto aeroportuale abruzzese genera un impatto occupazionale complessivo di oltre 1500 unità, ed è “volano dell’economia regionale da decenni, ma potrebbe scomparire nella totale e colpevole indifferenza delle istituzioni, con l’aggravante che a pagarne le conseguenze sarà tutto il sistema produttivo e turistico della regione Abruzzo”.

La richiesta delle Rsa, che lanciano “con forte apprensione un grido di allarme”, è di risolvere “al più presto la vertenza dell’aeroporto d’ Abruzzo” che si è creata dopo il blocco dello stanziamento delle attività aeroportuali promosso dalla Regione Abruzzo per un importo di oltre 5 milioni di euro.

Annunciando lo stato di agitazione le Rsa evidenziano “la totale mancanza d’interesse e l’assenza di risposte concrete nei confronti di Saga” e richiamano i vertici regionali a “rispettare gli impegni assunti e la direzione aziendale a rispettare le corrette relazioni sindacali”.

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