Un contratto di fiume
 per la valorizzazione della vallata del torrente Piomba: la propone il comune di Città Sant’Angelo

Atri, Castilenti, Cellino Attanasio, Elice, Montefino, e Silvi. Sono questi i comuni coinvolti nel un tavolo di lavoro per arrivare a stipulare un contratto di fiume per la valorizzazione della vallata del torrente Piomba. L’iniziativa è dell’amministrazione comunale di Città Sant’Angelo, che organizzato un workshop nelle Sala del Tricolore comunale, martedì 4 marzo alle 11.30. In quell’ambito si discuterà della valorizzazione ambientale, turistica e territoriale degli ambiti di riferimento dei centri storici la cui area di influenza si estende al bacino idrografico, anche per poter predisporre un’ ipotesi progettuale che possa eventualmente candidarsi all’ottenimento di specifici finanziamenti regionali, nazionali e comunitari.

L’amministrazione comunale angolana ritiene l’istituzione di un tavolo di lavoro un’utile metodologia per definire le modalità di attivazione di un “Contratto di fiume”. I Contratti di fiume possono essere identificati come processi di programmazione negoziata e partecipata volti al contenimento del degrado eco-paesaggistico e alla riqualificazione dei territori dei bacini/sottobacini idrografici. Tale metodologia è stata anche studiata dalle Amministrazioni Provinciali di Pescara e di Teramo.

Il World Water Forum ha definito, già nel 2000, i Contratti di fiume come forme di accordo  che permettono di “adottare un sistema di regole in cui i criteri di utilità pubblica, rendimento economico, valore sociale, sostenibilità ambientale intervengono in modo paritario nella ricerca di soluzioni efficaci per la riqualificazione di un bacino fluviale”.

I Contratti di fiume non hanno un termine temporale prefissato, ma restano in essere fino a che rimane viva la volontà di aderire all’accordo da parte degli attori.

Si ispirano nei loro elementi fondanti alla Direttiva Quadro 200/60/CE, che prefigura politiche sistemiche di riqualificazione delle acque superficiali e sotterranee, creando obiettivi comuni con altre normative europee che promuovono l’utilizzo di strumenti di governance e sussidiarietà per attuare le politiche ambientali.

A livello nazionale, i riferimenti normativi sono il D.Lgs. 152/2006, la normativa quadro sull’Ambiente, e il Codice dei Beni culturali e del Paesaggio (D.Lgs. 42/2004 e successive modifiche).

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