Droga e ricettazione: operazione dei carabinieri nella Marsica e nel Chietino

 

Prima vittima di usura, poi di estorsione. Un calvario per un piccolo commerciante marsicano che a causa di una momentaneo bisogno di liquidità, era caduto nella trappola ordita da un gruppo criminale, rimanendo “strozzato” in una morsa di ricatti e minacce che in poco tempo lo avevano portato a chiudere il proprio negozio, fatto oggetto di quotidiane “visite” da parte degli estorsori. Vessazioni e soprusi sono finiti oggi con l’arresto di due persone dopo che l’uomo, non sapendo più come fronteggiare la situazione, si era rivolto ai carabinieri. Stamani, infatti, i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Avezzano hanno dato esecuzione ad un provvedimento di custodia cautelare in carcere emesso dal gip del locale Tribunale e a decreti di perquisizioni domiciliari nei confronti di due persone domiciliate ad Avezzano, ritenute responsabili dei reati di estorsione ed usura in concorso. I provvedimenti restrittivi, firmati dal giudcie Paolo Andrea Taviano, su richiesta del pm Guido Cocco, rappresentano l’epilogo delle indagini di polizia giudiziaria svolte dai militari dell’Arma a seguito della denuncia presentata dall’uomo la scorsa estate. Il contesto delinquenziale – spiegano i carabinieri – trova radici nella comunità Rom di Avezzano, da sempre dedita a questo tipo di reati, ma in questo caso a finire in manette oltre a un trentanovenne noto pluripregiudicato interno alla predetta etnia, è stato anche il suo complice, un pregiudicato sessantatreenne avezzanese. Ad approfittare dello stato di bisogno del piccolo imprenditore era anche la moglie del rom, energica complice, per la quale, dovendo rispondere dello stesso reato, è stata tuttavia applicata una misura cautelare non detentiva.

A Sant’Eusanio del Sangro, i carabinieri della stazione di Casoli si sono recati nell’abitazione di un 40enne per effettuare una perquisizione domiciliare su delega dell’autorità giudiziaria ed hanno scoperto un tablet rubato nei giorni scorsi a un 56enne che risiede nella zona di Casoli. Una volta in casa del sospettato, i militari hanno subito fiutato odore di hashish appena fumato. L’uomo ha capito che le cose per lui si mettevano male e, per evitare che i carabinieri perquisissero l’abitazione e scoprissero anche lo stupefacente che nascondeva ha spontaneamente consegnato il Tablet che gli uomini dell’Arma cercavano. La sua collaborazione, però, non gli è stata sufficiente a farla franca poiché i militari hanno deciso di perquisire, ugualmente, l’abitazione per vedere se nascondeva anche dello stupefacente, poi rinvenuto nei cassetti di un comodino: 80 grammi di marijuana e un bilancino di precisione. Anche la sua convivente albanese, che fino a quel momento era rimasta in disparte senza dire una parola, ha estratto, spontaneamente, dalla tasca dei pantaloni un grammo di hashish e lo ha consegnato agli uomini dell’Arma. Per il 40enne, oltre ad una denuncia per ricettazione, sono quindi scattate le manette ai con l’accusa di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti e, su disposizione dell’autorità giudiziaria è stato posto ai domiciliari. La convivente albanese, di 19 anni, e’ stata, invece, denunciata in stato di libertà per gli stessi reati.

Con l’accusa di detenzione a fini di spaccio di stupefacenti, i carabinieri delle stazioni di San Benedetto e Ortucchio hanno arrestato un marocchino di 30 anni e una donna italiana di 42. I militari, impegnati in un’attività di controllo del territorio finalizzata alla prevenzione e repressione dello spaccio, insospettiti dai due, a bordo della loro autovettura, hanno deciso di procedere al controllo, rinvenendo, nel corso della perquisizione personale e veicolare 12 dosi di cocaina confezionate in ampolline di cellophane e del denaro ritenuto provento dell’attività di spaccio. Ammanettati e condotti in caserma sono stati dichiarati in stato d’arresto e, su disposizione dell’autorità giudiziaria, tradotti presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari.

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