Pescara: l’opposizione cerca di far cadere Mascia. Il sindaco: “Una vergogna per la città”

Cade o non cade. Sono ore concitate per conoscere le sorti dell’amministrazione comunale guidata da Luigi Arbore Mascia. Da una parte un nutrito gruppo di consiglieri comunali che s’affannano per raggiungere il palazzetto D’Ambrosio per firmare davanti al notaio Massimo D’Ambrosio le proprie dimissioni e far cadere la giunta; dall’altra, il primo cittadino che va avanti per la sua strada, impegnato nell’apertura della Campagna elettorale di Forza Italia al Massimo.

Lì, ieri sera, di fronte a una nutrita platea, ha ribadito che “il centro-destra ha il dovere di continuare a governare la città di Pescara e la Regione intera, per non interrompere quel cammino di sviluppo finalmente avviato dopo anni bui. E per farlo c’è bisogno di unità, dobbiamo restare uniti perché uniti si vince”.

Ma non è tutto così scontato. Finora sarebbero 19, secondo l’esponente dell’Udc, Licio Di Biase, i consiglieri d’opposizione che si sono recati davanti al notaio per tentare di dare la spallata decisiva all’amministrazione Mascia. Ne mancherebbero all’appello degli altri. Uno di questi e Maurizio Acerbo (Prc). Con ogni probabilità firmerà oggi, dopo l’approvazione in consiglio comunale della Variante al Piano Regolatore per la tutela del patrimonio storico e architettonico.

Non hanno ancora firmato e si si sono riservati di farlo oggi, Massimiliano Pignoli e Daniela Mastromattei, che chiedono certezze sulla data del voto (25 maggio?), così come non hanno ancora firmato Fausto Di Nisio e Roberto De Camillis.

Si fa la conta dei consiglieri ma anche sui tempi del ritorno alle urne. La partita si gioca tutta qui: l’operazione di sfiducia infatti è legata alla data del voto. Potrebbe non essere quella del 25 maggio prossimo. A quel punto Pescara potrebbe andare incontro a un lungo periodo di commissariamento e questa ipotesi potrebbe ritorcersi contro chi vuol buttare giù Mascia.

La platea del MassimoIl sindaco, si diceva, ieri ha atteso sviluppi al teatro Massimo dove si sono ritrovati i vertici regionali di Forza Italia per avviare la campagna elettorale. C’erano l’ex Ministro Raffaele Fitto, il coordinatore regionale del partito e presidente del Consiglio regionale Nazario Pagano, il governatore Gianni Chiodi.

Mascia ha atteso e nel frattempo ha parlato ad una platea di oltre 1000 presenti,  raccontando quanto fatto nei cinque anni dalla sua giunta. Un lungo elenco di opera pubbliche per testimoniare il lavoro svolto. Poi, a conclusione, è intervenuto sul tentativo di sfiduciarlo.

“Pescara merita senza dubbio qualcosa di meglio di un centro-sinistra che, dopo aver remato contro la città per cinque anni, sta ora lavorando da un mese sperando di rosicare in qualche angolo della coalizione di maggioranza per raggranellare quelle 21 firme utili per la sfiducia al nostro governo, condannando la città di Pescara a un commissariamento lungo un anno. Una vergogna per quei poveri cittadini che hanno votato quel centro-sinistra. Quel che stanno facendo è uno sfregio non a una coalizione di governo, ma alla città”.

Oggi si saprà come andrà a finire.

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