Sasi, il centro destra insiste: “Scutti deve dimettersi da presidente”

“Lunedì prossimo (17 marzo, ndr) è stata  una convocazione ordinaria dei soci per chiamati ad affrontare alcuni punti all’ordine del giorno che riguardano il consiglio d’amministrazione della Società abruzzese per il servizio idrico integrato. E’ sorprendente come nello specificare gli argomenti si parli di rettifica, sanatoria e rinnovo delle cariche. Insomma il presidente Scutti, che non ha mai ratificato la nomina di Patrizio D’Ercole da parte dell’assemblea dei sindaci nel cda riconosce d’aver commesso un errore ma al contempo ne fa un altro. Come si può sanare la posizione di chi non è mai entrato nel consiglio? Dovrebbe prima nominarlo e poi procedere al ‘rilievo della nullità e inefficacia della nomina. Siamo allo sbando totale e credo che sia davvero giunta l’ora che Scutti rassegni le sue dimissioni”.

Fabrizio Di Stefano è categorico. Il senatore lo era stato in passato e lo è maggiormente in queste ultime ore. Lettera di convocazione in mano, l’esponente del centro destra torna a ribadire con decisione la sua posizione su Scutti e sul vertice della Sasi. Innanzitutto sottolinea che la convocazione stessa risulta irregolare “per la ragione che quel cda non poteva procedere in quanto ritenuto illegittimo dal magistrato, che ha respinto il ricorso della Società abruzzese per il servizio idrico integrato con il quale si chiedeva l’iscrizione del Consiglio di amministrazione al registro delle imprese”. Poi la questione D’Ercole. E c’è dell’altro. Sempre su Scutti, Di Stefano vuol sapere “chi lo ha nominato amministratore delegato e quali siano i rapporti esistenti tra la società di servizi Gerico e lo stesso presidente”.

La Sasi è finita sotto la lente d’ingrandimento della magistratura frentana e s’attende che questa ultimi la propria attività per capire se vi siano state o meno delle irregolarità.

Intanto Scutti, poche ore dopo l’intervento di Di Stefano, fa diramare un comunicato stampa nel quale, tra l’altro, spiega le ragioni per le quali Brunella Tarantini abbia rassegnato le sue dimissioni dal cda. “Credo sia necessario chiarire ancora una volta che, l’assemblea dei sindaci soci della Sasi ha l’autonomia di stabilire i propri rappresentanti nel consiglio di amministrazione, con un metodo assolutamente democratico, che tenga conto solo di ciò che stabiliscono le norme. Mi verrebbe da dire che, come al solito, si continuano ad agitare tempeste in bicchieri d’acqua. Le tempeste non le temiamo ma anzi le rimandiamo al mittente, con la consapevolezza che la nostra gestione è preziosa e trasparente almeno quanto l’acqua che forniamo ai cittadini – afferma in premessa il presidente e amministratore delegato -. La signora Tarantini, ha mostrato sin dal primo momento qualche incertezza nel rivestire a titolo gratuito un ruolo impegnativo, carico di responsabilità nei confronti dei cittadini, ma soprattutto soggetto a molte pressioni esterne. Incertezza la sua, del tutto comprensibile visto che la spending review non prevede rimborsi per le ore aggiuntive di lavoro dei dipendenti comunali con incarichi di questo tipo. Questi problemi tecnici, del tutto risolvibili, non compromettono però lo svolgimento delle nostre attività e, nella prossima assemblea dei sindaci, fissata per il 17 marzo, provvederemo anche alla surroga della signora Tarantini. Inoltre, vorrei chiarire che, sempre per l’applicazione della spending review, rivesto il doppio ruolo di presidente ed amministratore delegato. Questi argomenti sono stati sviscerati ampiamente dai nostri legali, e da tutti coloro che continuano a cercare cavilli per non farci lavorare serenamente, le polemiche su questi argomenti ormai sono inchiostro sprecato. Noi pensiamo a lavorare sempre e comunque al servizio dei cittadini con grande disponibilità nei confronti dei sindaci, veri artefici degli ottimi risultati conseguiti fino ad ora”.

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