Sigilli della Forestale alla fornace di San Vito

La storica fornace dei fratelli Ciampoli, raro esempio di archeologia industriale ancora oggi esistente lungo la S.S. Adriatica a San Vito Marina, è stata posta sotto sequestro dal Corpo Forestale dello Stato di Lanciano per violazione delle leggi sull’ambiente.

I sigilli sono stati apposti dagli agenti, che hanno denunciato il legale rappresentante della società alla Procura frentana, di concerto con Arta e Asl, dopo aver accertato la probabile presenza di amianto nella struttura, dove molti anni fa si producevano laterizi di ottima fattura, violando così il Testo Unico sull’ambiente. Il materiale nocivo doveva essere smaltito già da tempo, viene precisato dal Comune che ha emesso delle ordinanze per la pulizia, la disinfestazione dei luoghi e la rimozione dell’eternit. Ma i proprietari pare non abbiano provveduto a quanto prescritto dal sindaco Rocco Catenaro. Il Comune è intervenuto sulla vicenda dopo varie segnalazioni dei residenti, che lamentavano la presenza di un forte degrado e abbandono della struttura, da alcuni anni posta in vendita dalla società. Nell’estesa area dove insiste l’ex fornace esistono inoltre seri problemi igienico-sanitari anche per l’elevata presenza di topi e altri animali nocivi che creano non pochi disagi agli abitanti del circondario. Anche i vigili del fuoco avevano lanciato l’allarme per il pericolo di incendi che potrebbero essere generati dalla fitta presenza di sterpaglie. La storia della fabbrica di laterizi sanvitesi iniziò nel 1874, quando gli allora fratelli Ciampoli costituirono un’omonima società con l’intento di costruire una fornace di tipo Hoffman a fuoco continuo, dove lavoravano oltre 130 operai. Nel 1914 fu realizzato invece il primo impianto di produzione meccanica con la trafila, per cui lo stabilimento, da quel momento, diventa promiscuo. La fornace, oltre che con Abruzzo, Lazio e Molise, aveva rapporti commerciali con l’altra sponda dell’Adriatico, per cui spesso, dal molo di San Vito, partivano navi mercantili cariche di mattoni destinati alla Dalmazia.

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