Forza Nuova di Atessa: “Non gradita visita di Forte qui. Dedica la sua missione pastorale all’immigrazione”

“Riteniamo indesiderata ed inopportuna la visita ad Atessa dell’arcivescovo di Chieti-Vasto Bruno Forte, prevista per domani. Piuttosto, considerato il suo esclusivo impegno per gli immigrati, perché non pensa di abbandonare la poltroncina comoda e calda della curia per recarsi in missione nei Paesi del Terzo Mondo con l’obiettivo di aiutarli nella loro terra come prevede l’insegnamento cattolico?”.

E’ la presa di posizione, motivata in un dettagliato comunicato, di Forza Nuova Atessa-Val di Sangro nei confronti dell’arcivescovo di Chieti-Vasto, a qualche ora dalla visita che Forte farà nella città sangrina. Si diceva dei motivi, anzi, del motivo principale: Forte, per Forza Nuova, sta dedicando la sua missione pastorale al tema dell’immigrazione e l’ultimo caso, quello dei quaranta immigrati clandestini ospitati in una struttura di Brecciarola, ha scatenato il movimento di destra. “Costeranno allo stato italiano 80 euro pro-capite, 3.200 euro al giorno, 96mila euro al mese, malgrado il sindaco di Chieti avesse rifiutato di ospitarli in alloggi comunali. Nel febbraio scorso, Forte aveva indignato ed infastidito il sindaco ed i cittadini teatini, per la folle proposta di trasformare la ex caserma Berardi, posizionata nel cuore della città, in uno dei centri di accoglienza più grandi d’Italia – dicono quelli di Forza Nuova -. Agli inizi del mese di marzo una tavola rotonda sull’immigrazione-integrazione dal titolo “Check Point Italia”, organizzata dalla Caritas diocesana presso il Teatro Marrucino di Chieti, lo vedeva protagonista insieme alla congolese ed ex ministro per l’integrazione Kyenge e al senatore Legnini.
Ma Bruno Forte non è nuovo a simili iniziative progressiste, trovando spesso spazi sui quotidiani regionali con l’obiettivo di convincere fedeli, politici ed istituzioni che “l’immigrazione è una risorsa” e che “la legge Bossi-Fini va cambiata”. Bruno Forte vorrebbe assegnare la cittadinanza agli immigrati che nascono in Italia (Ius Soli), asserendo che “lo Ius Sanguinis è un’idea vecchia e medievale”, che “l’immigrazione non toglie lavoro e senza immigrati l’azienda Italia fallisce il giorno dopo, lo dicono Draghi e Monti”, che “l’immigrazione è un dono perché porta nuova linfa nella vita del nostro paese, nella nostra cultura e nella capacità di forza lavoro”, che “chi guarda allo straniero come una minaccia o è cieco o è in malafede”; ma di omicidi, stupri, rapine, furti degli allogeni e delle carceri piene di stranieri, nessuna parola, come dell’islamizzazione che minaccia la cristianità e la civiltà del nostro popolo, nessuna traccia. Del 40% di giovani italiani disoccupati e dei suicidi di imprenditori falliti e operai licenziati? Nessun accenno. Bruno Forte si interessa alla crisi demografica dovuta all’aborto e al disordine morale che indebolisce la nostra società? Neppure la salvezza delle anime, compito primario della Chiesa Cattolica, rientra nei suoi discorsi. Precedenza unicamente all’accoglienza degli immigrati. Ma il terzomondista Forte forse non conosce l’art. 21 della Legge III del 1999 sulla cittadinanza nello Stato Vaticano: “Coloro che si trovano nella Città del Vaticano senza avere l’autorizzazione prevista possono essere espulsi anche con la forza pubblica”. Il comma successivo recita: “Può essere sottoposto a pena pecuniaria o detentiva chi s’introduce nello Stato del Vaticano nonostante il rifiuto di permesso o in violazione di un provvedimento di divieto d’accesso”. Il cosmopolita Forte ha una visione distorta della Dottrina Cattolica sull’immigrazione. È vero che l’insegnamento della Chiesa si basa sul princìpio generale dell’accoglienza verso gli stranieri e sul loro diritto di emigrare, ma dà dei limiti ben precisi.
Per la Chiesa Cattolica all’origine del fenomeno migratorio c’è un male (persecuzioni, miseria…), quindi il primo dovere è affrontare e rimuovere le cause che generano l’immigrazione. È soprattutto un male sul piano morale e religioso che si può accettare per cause di forza maggiore, ma non come mezzo ordinario per risolvere un problema di una Nazione. Per la Chiesa Cattolica l’immigrazione è generatrice di molti mali. L’emigrante ha dei doveri precisi: deve rispettare il bene comune dello Stato di emigrazione, ossia se vi è bisogno del suo aiuto militare o lavorativo deve rinunciare e il bene comune dello Stato d’immigrazione, ovvero se non vi sono risorse sufficienti per la sua sopravvivenza, non deve giungerci. Oggi l’Italia e l’Europa che contano milioni di disoccupati, non sono assolutamente una meta per gli immigrati terzomondiali, anzi, forse dovrebbe verificarsi il contrario. Uno Stato verso il quale si dirige un flusso migratorio può emanare leggi restrittive per diversi motivi: aumento del numero d’immigrati, criminalità diffusa. Tra le condizioni che consentono l’accoglienza degli immigrati vi è l’assimibilità della stirpe, situazioni non conciliabili possono generare disordini morali e sociali. Quindi un altro limite è il mancato rispetto delle leggi, dei costumi e della lingua del Paese ospitante. Non è assolutamente motivata una emigrazione politico-religiosa, spesso incentivata dagli Stati d’origine, volta alla conquista e all’annientamento della cristianità. La difesa della religione cattolica e dell’identità europea giustificano un limite all’accoglienza degli immigrati. Pertanto, dagli insegnamenti della Chiesa Cattolica si evince che l’attuale fenomeno immigratorio verso l’Italia e l’Europa non ha assolutamente motivo di esserci; esso è una sciagura sia per gli Stati che lo generano sia per gli Stati che lo subiscono. Piuttosto va sottolineato che l’arrivo di milioni di disperati, in maggioranza islamici, nel vecchio continente è stato pianificato da decenni dalle centrali massoniche e mondialiste, con la complicità delle istituzioni europee, per creare una nuova e piccola Europa, meno cristiana ed identitaria, necessaria per la realizzazione di un Nuovo Ordine Mondiale. Un certo clero progressista, che annovera tra di esso senza alcun dubbio Bruno Forte, tradisce la Tradizione Cattolica, il Sacrificio dei Martiri, il Sangue dei Padri versato sui monti e sui mari per la difesa della Fede dalla barbarie mussulmana, l’Identità d’Europa. Un clero che sostiene l’immigrazionismo, protegge i clandestini, abbraccia le false religioni ed i principi massonici, non può essere assolutamente una guida spirituale per un popolo, anzi ne è una seria minaccia”.

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