Mario Negri Sud, partono i licenziamenti. I sindacati proclamano stato di agitazione

Sciopero e stato di agitazione per i lavoratori dell’istituto di ricerca Mario Negri Sud di Santa Maria Imbaro. Ad annunciare le iniziative di protesta “contro la proposta del cda della Fondazione di procedere per sessanta licenziamenti” sono stati i rappresentanti sindacali della Cgil e della Cisl, Sergio Aliprandi, Rita Candeloro e Ernesto Magnifico, e scaturisce dall’imminente invio delle proposte di interruzione del rapporto di lavoro.

“L’avevamo paventato da tempo che il futuro della fondazione era avvolto nella nebbia, che non c’era una precisa strategia su come disegnare un futuro concreto, che regna una sovrana incertezza sui ruoli dei  dirigenti in virtù del fatto che non è a nostra conoscenza  quale statuto governi i processi decisionali perché parrebbe vigerne uno completamente diverso da quello deliberato dal Consiglio Provinciale, dal fatto che mai si è fatta chiarezza sulle responsabilità pregresse circa le disastrose gestioni finanziarie che hanno fatto maturare un debito consistente il quale, nonostante la nuova figura giuridica (fondazione in luogo del consorzio), rimane ancora tutto intero da saldare – dicono i capigruppo consiliari Camillo D’Amico (P.D.), Giovanni Mariotti (S.E.L.), Eliana Menna (I.d.V.), Nicola Tinari (P.R.C.) -. A tutto questo resta da comprendere e capire il ruolo della regione Abruzzo che ha prodotto una legge di scopo ma non l’ha accompagnata con uno stanziamento certo su cui far affidamento per programmare le attività ed il possibile rientro del debito pregresso. La provincia di Chieti ha fatto sino in fondo il proprio dovere concedendo in usufrutto l’immobile dove è sita la fondazione anche se, da sussurri che ci pervengono, il presidente Di Giuseppantonio sarebbe stranamente pentito di questa scelta. Per queste ragioni,  alfine di fare chiarezza oltre al fatto che ognuno s’assuma sino in fondo le proprie responsabilità, abbiamo cocciutamente chiesto la convocazione del Consiglio Provinciale in seduta monotematica che si terrà il prossimo lunedì 7 Aprile alle ore 16 a Chieti.

“Più che un piano di risanamento quello in atto al Mario Negri Sud è uno smantellamento di un centro di ricerca, che dovrebbe rappresentare un punto di forza in qualsiasi strategia di sviluppo territoriale regionale”. Lo dichiara in una nota il consigliere regionale di Rifondazione comunista, Maurizio Acerbo, commentando la notizia dei circa 60 licenziamenti al Mario Negri Sud.

“I lavoratori e le lavoratrici che stanno protestando – prosegue – difendono non solo il proprio posto ma anche una prospettiva per tutto il territorio. E’ incredibile – osserva – che in una Regione in cui abbiamo un vitale bisogno di studi e ricerche in campo ambientale e sanitario, non si riesca più a valorizzare questa presenza che, va ricordato, è nata grazie a fortissimi finanziamenti pubblici. Con senso di responsabilità bisogna dire che la questione non è solo di risorse economiche, ma riguarda una capacità di progettare e costruire un futuro per una realtà così importante. L’inadeguatezza del governo regionale e dei suoi rappresentanti richiama la necessità che le istituzioni finalmente comprendano che più che appartenenze e clientele è ora di mettere in rete competenze e intelligenze. Il Mario Negri Sud – conclude Acerbo – ne ha prodotte tante dagli anni ’80 ed è un vero delitto che non si sia riuscite a valorizzarle”.

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