Cade in dirupo: 70enne salvato dai carabinieri

E’ stato tratto in salvo dai Carabinieri il 70enne originario di Torricella Peligna che lunedì pomeriggio, mentre era in cerca di asparagi, è stato colto da un malore ed è precipitato in un dirupo scosceso ubicato in una zona impervia denominata “stazzo dei cavalli”. I militari delle Stazioni di Torricella Peligna e Palena lo hanno cercato per circa sei ore battendo a piedi tutta la zona nonostante il terreno accidentale e l’oscurità della notte. Le ricerche dell’uomo, che vive a Roma, erano iniziate intorno alle 20 quando un vicino di casa dell’anziano, non vedendolo rientrare, aveva dato l’allarme ai Carabinieri. Fondamentale per gli uomini dell’Arma è stato il cellulare che il 70enne aveva al seguito. I militari, infatti, sono riusciti a localizzare l’apparecchio e a circoscrivere l’area dove, con molta probabilità, l’uomo si trovava. Il resto lo hanno fatto i Carabinieri che, alle 2 di ieri notte, senza mai perdersi d’animo, lo hanno individuato ai piedi di un vallone, ancora vivo, ma che respirava a fatica e in condizioni di salute precarie. Per il recupero sono poi intervenuti anche i vigili del fuoco di Casoli e il personale del 118 che ha provveduto a trasportare il 70enne dapprima presso l’ospedale di Lanciano e, successivamente, presso quello di Pescara dove è attualmente ricoverato in prognosi riservata.

I Carabinieri della Stazione di San Salvo, ieri pomeriggio, su disposizione della Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di L’Aquila, hanno eseguito un ordine di carcerazione nei confronti di Z.A., 39enne di San Salvo, che dovrà espiare la pena di 3 anni e 6 mesi di reclusione per il reato di rissa aggravata. L’uomo, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, è stato associato alla casa circondariale di Vasto.

I fatti risalgono al Gennaio del 2007 quando i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Vasto rinvennero, nei pressi di un casolare di campagna ubicato in località Piana Sant’Angelo di San Salvo, il cadavere di un uomo di 40 anni morto, come poi fu accertato, a causa dei calci e pugni ricevuti nel corso di una rissa. A seguito delle indagini svolte dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Vasto e della Stazione di San Salvo, vennero denunciate in stato di libertà, con l’accusa di rissa, 7 persone tra le quali anche Z.A., proprietario del casolare. La ricostruzione fatta dagli uomini dell’Arma permise di accertare che la rissa scoppiò durante i festeggiamenti, come da tradizione, per l’uccisione di un maiale.

Accusato di omicidio volontario e rissa insieme ad un’altra persona, Z.A. fu assolto dalla Corte d’Assise del Tribunale di Lanciano nel 2010 ma, poi, ritenuto colpevole nel 2012, nel processo di secondo grado, dalla Corte d’Assise d’Appello di L’Aquila che, riformulando la sentenza di primo grado, lo condannò a 3 anni e sei mesi di reclusione. Diventata definitiva nel 2013, a seguito della sentenza della Corte Suprema di Cassazione che ha rigettato il ricorso formulato da Z.A., la Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di L’Aquila ha disposto, nei giorni scorsi, che la sentenza diventasse esecutiva, incaricando i Carabinieri della Stazione di San Salvo di eseguire l’ordine per la carcerazione.

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