Rifiuti sanitari: i lavoratori della Maio saranno riassorbiti. La società lancianese replica: “Si spenderà di più’

“Vorrei tranquillizzare i lavoratori che attualmente sono in servizio con la ditta Maio, uscente nella gestione dei rifiuti sanitari regionali, in quanto la Regione ha provveduto a richiedere alle ditte subentranti nell’appalto il riassorbimento dei lavoratori. Il Raggruppamento temporaneo di imprese Mengozzi-Di Nizio ha manifestato la disponibilità ad attivarsi per salvaguardare il più possibile il futuro occupazionale dei lavoratori. “

Lo dice il sub commissario Zuccatelli per fare chiarezza in seguito alle notizie apparse in questi giorni sui media secondo cui 100 lavoratori rischiano il posto di lavoro.

“E’ stata la stessa ditta Maio, afferma Zuccatelli, che ha comunicato l’elenco dei nominativi dei lavoratori interessati al passaggio di appalto e si tratta di una ventina. La prossima settimana, inoltre, ci sarà un incontro presso la Direzione territoriale del lavoro di Chieti, alla presenza dei sindacati, per concordare il passaggio nel rapporto di lavoro con la nuova ditta, al fine di tutelare i lavoratori stessi.”

“Con la firma di questo contratto, si è concluso, puntualizza Zuccatelli, un lungo iter iniziato nel marzo del 2011. Il contratto relativo alla gestione dei rifiuti sanitari avrà la durata di 72 mesi (sei anni) ed il valore è pari ad Euro 27.976.905,34, cifra assolutamente diversa dalla somma di € 45.800.000, base d’asta con cui è stata bandita la gara.”

“L’intento della struttura commissariale, conclude Zuccatelli, è stato quello di favorire le gare regionali in unioni di acquisto al fine di ottenere dei risparmi da reinvestire per garantire ulteriori servizi sanitari ai cittadini, mantenendo la qualità ed evitando di spendere cifre diverse da Asl ad Asl e da ospedale ad ospedale.”

Fin qui la comunicazione di Zuccatelli. Immediata la replica del Gruppo Maio. “Ci preme precisare che saremmo lieti delle rassicurazioni del Sub Commissario, se non fosse che siamo costretti a far presente, in seguito alle comunicazioni ricevute dalle varie ASL (e mai direttamente dalla Regione Abruzzo), arrivate tra il 26 marzo e 28 marzo 2014, che la Maio Guglielmo Srl ha dovuto interrompere il servizio il 31 marzo e conseguentemente provvedere al licenziamento immediato dei 20 lavoratori addetti al fine di favorire il loro assorbimento da parte delle società subentranti. Nonostante i tempi strettissimi che non hanno consentito neppure il rispetto dei termini di preavviso per il licenziamento, la Maio Guglielmo Srl ha posto in essere tutte le iniziative previste dalla normativa di settore e dalla contrattazione collettiva al fine del passaggio immediato di tali lavoratori che, ad oggi, non risultano essere stati neppure contattati dalla RTI subentrante. Ad onor del vero, le uniche comunicazioni ricevute dalla RTI subentrante hanno manifestato intenzioni in pieno contrasto con quanto dichiarato nel comunicato del Dott. Zuccatelli, né ci risultano comunicazioni al riguardo o altre iniziative tendenti a salvaguardare i posti di lavoro da parte della Regione Abruzzo. Va, peraltro, precisato che la riunione fissata presso la Direzione Territoriale del Lavoro di Chieti per concordare il passaggio nel rapporto di lavoro con la nuova ditta è stata fissata su iniziativa esclusiva della Maio Guglielmo Srl. E’ più che mai utile rilevare che gli attuali 20 lavoratori licenziati (sul cui numero evidentemente minimizza il Sub Commissario) sono tali, e non ancora 100 come paventato, solo perché la nostra Azienda sta tentando con ogni mezzo e sacrificio, e senza alcuna certezza di poter continuare a lungo, di ridurre quanto più possibile il numero dei licenziati, continuando a tenere impiegate risorse oltre le attuali necessità dell’Azienda. Ad ogni buon conto, se la Regione avesse voluto realmente salvaguardare i posti di lavoro, indipendentemente dal numero (20 o 100 che fossero), avrebbe dovuto semplicemente applicare la legge e non consentire la sottoscrizione di un contratto che costituisce il coronamento di una procedura palesemente illegittima; sulla quale, se non sarà quella amministrativa, siamo certi sarà la magistratura penale a fare piena luce. Ci sorprende, infine, che in un’ottica di risparmio, la struttura commissariale sia così concentrata ad “evitare di spendere cifre diverse da ASL ad ASL” da non accorgersi che la cifra che spenderà (sì, identica per tutte le ASL) è di molto superiore a quella che spendeva precedentemente e che tale cifra NON COMPRENDE IL SERVIZIO DI RACCOLTA AI REPARTI, servizio che la nostra Azienda ha sempre fornito, gratuitamente, inserendola di routine nel pacchetto integrato dei servizi”.

 

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