Atessa: furti in vila, in manette due rumeni. A Popoli sgominata banda che rubava cavi in rame

BarbuSandruDue pericolosi malviventi rumeni, con alle spalle precedenti penali per furti, induzione e sfruttamento della prostituzione e sequestro di persona, sono stati arrestati, ieri sera, dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Atessa mentre mettevano a segno un furto all’interno di una villa ubicata in località “Piana La Fara”. In manette sono finiti Barbu Ioan Andrei di 26 anni e Sandru Gabriel Ioan di 28 anni, entrambi conosciuti dalle forze dell’ordine di tutta Italia, che sono ora ristretti presso la casa circondariale di Lanciano. Un terzo complice è riuscito a dileguarsi gettandosi da una finestra posta al primo piano dell’abitazione ma, probabilmente ferito, ha le ore contate perché i militari sono sulle sue tracce. La villa era stata presa di mira dalla banda già all’inizio di questo mese quando i malviventi avevano portato via un ingente quantitativo di monili in oro tralasciando, però, argenteria di valore che aveva fatto presupporre ai Carabinieri la loro intenzione a tornare sul posto in un secondo momento per mettere a segno un nuovo colpo. Proprio per questo motivo, in accordo con il proprietario di casa, gli uomini dell’Arma avevano installato un sistema di allarme collegato con la centrale operativa della Compagnia di Atessa che ieri sera è puntualmente scattato dando il via all’intervento dei Carabinieri. All’arrivo dei militari i tre rumeni, che sarebbero poi fuggiti a bordo di una Opel Corsa ritrovata, dai Carabinieri, in una strada secondaria nelle vicinanze della casa, si trovavano nella camera da letto ubicata al primo piano della villa e stavano facendo razzia di orologi ed altri oggetti di valore. La presenza degli uomini dell’Arma non ha però intimorito i malviventi che, invece di fuggire, hanno ingaggiato una violenta colluttazione con i Carabinieri. Ad avere la peggio sono stati i due rumeni tratti in arresto mentre il terzo connazionale, vista la situazione compromessa, per farla franca ha rischiato la vita lanciandosi dalla finestra riuscendo, così, a fuggire seppur probabilmente ferito. L’uomo è attualmente ricercato dai Carabinieri in tutta la provincia. Gli uomini dell’Arma stanno svolgendo ora ulteriori indagini per cercare di capire se la banda è responsabile di altri furti avvenuti nel comprensorio, con le stesse modalità, nei mesi scorsi.

Interrompevano il flusso di energia, tranciavano i cavi di rame e velocemente li caricavano nei furgoni, per poi rivendere la merce a ricettatori compiacenti.

Era questo il modus operandi di una banda di romeni che i carabinieri della compagnia di Popoli hanno smantellato oggi nel corso dell’operazione denominata Elettra: in carcere sono finite sei persone, a cui si aggiungono altre 5 sottoposte a fermi di indiziati di delitto. Molti degli indagati sono senza fissa dimora, occasionalmente alloggiati nell’hinterland di Bologna, a Pescara, ad Ortona e Lesina in provincia di Foggia, già noti alle forze dell’ordine e con una notevole abilità, dimostrata nel tempo, a trattare i cavi nei quali scorre l’energia elettrica ad alto voltaggio.

Per gli investigatori la banda si muoveva lungo la dorsale adriatica tra le provincie di Foggia, Chieti, Pescara, Bologna e Pavia. Le indagini sono state portate avanti dei carabinieri della compagnia di Popoli, coordinati dal capitano Antonio Del Giudice, che hanno cominciato ad occuparsi della banda dopo il furto di alcune centinaia di metri di cavi Enel ad alta tensione, distesi tra Bolognano e Scafa, consumato la notte del 17 gennaio. Fondamentali le testimonianze dei cittadini della zona che hanno parlato di un furgone e due auto con targa straniera, identificate dopo qualche tempo e sottoposte a una costante attività di monitoraggio fino a quando, il 24 gennaio, hanno forzato un posto di blocco a Scafa e i sette occupanti sono fuggiti lasciando i mezzi. Dentro c’era una tonnellata e mezzo di cavi ad alto voltaggio, rubati nella zona (rimasta al buio). Al vaglio dei militari numerosi altri furti di cavi elettrici, consumati anche in provincia di Pavia e di Bologna, che i componenti della banda chiamavano i “grandi alberi da abbattere”. Di Cristofaro fa notare il valore del rame, le cui quotazioni oscillano tra i 5 ed i 6 euro al chilo, e sottolinea come il commercio di questo materiale rubato sia “diffuso” e rappresenti “una nuova realtà criminosa alla quale far fronte”. Recuperata più di una tonnellata e mezzo di cavi ad alto voltaggio.

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