Padre e figlia morti nel rogo in via Lago di Chiusi, a Pescara: la polizia attende d’interrogare Ena Pietrangelo

Gli uomini della Squadra mobile di Pescara, diretti da Pierfrancesco Muriana, attendono di sentire Ena Pietrangelo, la mamma della piccola Neyda, di 5 anni, morta ieri nel rogo dell’auto dato alle fiamme del padre, Gianfranco Di Zio, per ricostruire quanto accaduto in via Lago di Chiusi, a Pescara.

La donna è ricoverata nella Capitale ed è ancora in prognosi riservata, con ustioni sul 45 per cento del corpo. Ha inutilmente tentato di salvare la figlioletta ma non c’è stato nulla da fare: padre e figlia sono morti carbonizzati nella Peugeot blu, dove erano seduti sul sedile posteriore, dopo che Di Zio si è cosparso di benzina. L’uomo, che in passato era stato denunciato dalla sua convivente per maltrattamenti in famiglia, e poi è stato prima allontanato da casa e quindi condannato, poteva vedere Neyda solo un’ora a settimana alla presenza delle operatrici sociali del Comune, come stabilito dal Tribunale dei minori.

Sembra però che Pietrangelo consentisse a Di Zio di avere rapporti con la piccola anche fuori da questi incontri protetti. Ieri, a quanto pare, Pietrangelo e la bimba sono arrivate a Pescara con la Peugeot in uso alla donna per andare a fare visita alla madre di Di Zio ma non sembra che ci fosse anche l’uomo, che quindi sarebbe comparso solo in un secondo momento. Oggi la mobile consegnerà una prima informativa al pm Andrea Papalia, poi sarà conferito l’incarico per l’autopsia. La donna ha altre tre figlie, la più grande di 20 anni, le altre minorenni, avute da un precedente rapporto.

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