Traffico illecito di rifiuti, cinque gli arresti nel teramano

I carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Pescara hanno tratto in arresto titolari e dipendenti di un’azienda e sequestrato un impianto di stoccaggio rifiuti nel teramano.  L’operazione, scattata all’alba di oggi, è stata eseguita con il supporto dei carabinieri di Teramo e Chieti, in esecuzione di un provvedimento del GIP del Tribunale di L’Aquila, Giuseppe Romano Gargarella, su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica della locale Direzione Distrettuale Antimafia, David Mancini, al termine di un’attività investigativa svolta dal Noe dal giugno 2011 alla fine del 2013e riguarda la raccolta, il trasporto e lo stoccaggio di olio vegetale esausto che secondo gli inquirenti sarebbe stato effettuato in maniera irregolare con conseguenti notevoli profitti per gli indagati e consistenti perdite economiche per le ditte concorrenti.
Gli indagati, secondo la ricostruzione dei carabinieri, avrebbero commesso una serie indeterminata di reati in materia di rifiuti nonché contro il patrimonio in danno di aziende concorrenti. Il titolare della ditta di raccolta di Mosciano Sant’Angelo, secondo quanto emerso nel corso dell’indagine, operava in qualità di organizzatore, promotore e capo del sodalizio criminale.
Avrebbe messo a disposizione la propria impresa, gli spazi, le dotazioni aziendali, i mezzi di trasporto per mettere in atto personalmente o attraverso i propri dipendenti le attività delittuose; la moglie del titolare, collaboratrice aziendale, avrebbe partecipato al sodalizio formando e redigendo formulari di identificazione rifiuto contenenti dati falsi e comunque redigendo false scritture ambientali per nascondere i reati commessi agli organi di controllo simulando una corretta gestione dei rifiuti.

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