La Fiat scommette ancora sull’Abruzzo: da Val di Sangro arriva il nuovo Ducato

L’ultimo modello era stato lanciato nel 2006. Oggi, negli stabilimenti di Val di Sangro della Fiat, s’avvia alla commercializzazione che prenderà ufficilmente il via in Italia, Germania e Francia dal prossimo mese di giugno, il nuovo Ducato, che nelle sue precedenti 5 versioni, dal 1981 in poi, è stato venduto in oltre 2,6 modelli e commercializzato in 80 paesi nel mondo, compreso il Nord America, che dallo scorso anno lo vede protagonista con il nome di Promaster (prodotto in Messico, Brasile e Italia e motorizzazione assemblata in Sevel), sotto il marchio Ram.

Il Fiat Ducato, prodotto negli stabilimenti di Val di Sangro in 4,6 milioni di esemplari in 33 anni, è un veicolo globale, che guiderà la crescita di Fiat Chrysler Automobilies nel settore dei veicoli commerciali leggeri e camper, segmento di successo per Fiat, con oltre 500 mila veicoli venduti, cioé il 75 per cento del mercato europeo.

Ma veniamo alle caratteristiche tecniche del nuovo mezzo di ‘fatica’, che è  anche una combinazione tra nuove soluzioni tecnologiche, interessanti novità sotto l’aspetto del confort, grande attenzione alla sicurezza  rispettoso dell’ambiente – come ha spiegato Alessandro Sannia, della Fiat Professional. Per raggiungere i 153g/km CO2 si è puntato molto ad abbassare i consumi, che la casa indica in 5,8 litri. Mezzo ecologico, dunque, ma grazie ai risparmi sui consumi e quelli che riguardano la manutenzione, il veicolo si propone per quelle fasce di mercato (artigiani, commercianti, piccole e medie realtà industriali) che ogni giorno debbono guardare con attenzione al portafoglio. E’ stato  ridotto il peso, circa 20 kg in meno sui cabinati in confronto alla precedente versione; monta, ed è una novità nel settore dei veicoli commerciali, sospensioni posteriori in materiale composito con una riduzione di 15kg.; monta pneumatici a bassa resistenza al rotolamento; cambio automatizzato confort-matic per i motori 2.3 e 3.0 litri; Start&Stop, soluzione disponibile per i motori 2.3 Multijet 130 e 150 cv.

E a proposito di motori, i modelli (Euro 5+) sono tutti dotati con propulsori Multijet (2.0 da 115 cv e cambio a 5 marce, 2.3 da 130 e cambio a 6 marce, 150 cv sempre a 6 marce). In programma c’è il lancio, il prossimo anno, del motore a doppia alimentazione metano-benzina da 3.0 (Euro 6) da 140 cv.

Con il nuovo Ducato arriva la conferma che gli impegni annunciati nel luglio 2013 dall’ad Marchionne (700 milioni di euro d’investimenti) saranno mantenuti. La casa torinese insisterà  a scommettere sull’Abruzzo e su Sevel, secondo più grande stabilimento Fiat al mondo e primo in Europa, e che da solo rappresenta il 10 per cento del prodotto interno lordo della regione. Non ci saranno nuove assunzioni nell’immediato a meno che la risposta del mercato non sia tale da permettere di ribaltare le attuali previsioni. Attualmente sono 6081 gli occupati nella Sevel (5635 operai, 446 impiegati, 50 in somministrazione), numeri che salgano se si tengono in considerazione che vi sono altre 19 aziende in Abruzzo impegnate nella componentistica e che fanno salire il totale a 8700 lavoratori. Come si spera per le infrastrutture: in 33 anni dalla politica sono arrivate pochissime risposte per far fronte alle esigenze di un’area nella quale insistono, oltre allo stabilimento Fiat, altre importanti fabbriche bisognose di un adeguato sistema di trasporto ferroviario, marittimo e stradale per poter ‘aggredire’ con maggior celerità i mercati.

“In Sevel,  che esporta il 90 per cento dei mezzi prodotti  – spiega Nicola Intrevado, direttore dello stabilimento di Val di Sangro -, si realizzano 1270 veicoli al giorno, 300mila all’anno, il 43 per cento degli occupati ha meno di 40 anni, 30 per cento sotto i dieci anni di anzianità aziendale, il 22 per cento della forza lavoro è rappresentata da donne”. Poi si parla di infortuni, scesi da 1,59 ogni centomila ore lavorate nel 2007, a 0,19 del 2013. Meno positivi, invece, i dati sull’assenteismo, che, nel gruppo, si aggirano attorno al 2 per cento, mentre alla Sevel hanno toccato punte del 5%. Grazie alla ripresa del mercato, Atessa incrementerà la produzione, quest’anno, del 10 per cento passando da 204 mila a 225 mila veicoli.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *