Non arrivano i ricambi 2 giorni di cig alla Honda

Arriva il bel tempo e con questo si aprono riaprono le porte del mercato delle due ruote, Un momento decisivo per molto marchi, atteso con ansia. E tra le case motociclistiche c’è anche la Honda, che in Europa ha il suo stabilimento più importante in Val di Sangro. Ma l’orizzonte non è sempre sgombro da nuvole. Così accade che una nave con 45 container risulta bloccata, dal 5 maggio, all’ingresso del canale di Suez. Trasporta pezzi per la casa nipponica che a causa del mancato rifornimento, lunedì e martedì prossimi è costretta a  lasciare a casa tutti i 355 dipendenti e 92 stagionali attualmente occupati in Abruzzo. “Dunque, cassa integrazione per mancanza di fornitura dall’Asia e, se la situazione non si sblocca in fretta, potranno esserci altre giornate di fermo – denuncia Nicola Manzi, segretario Uilm Chieti-Pescara, Nicola Manzi -. La crisi delle due ruote in Europa è pesante, ma qui piove sul bagnato. Siamo in alta stagione e la Honda ha un mercato che la vede sempre ai primi posti nelle vendite nel vecchio Continente, ma se non riesce a produrre adesso… Non garantire le forniture è un problema a cui dal Giappone devono darci una risposta. La casa madre giapponese deve rivedere la sua strategia industriale per quanto riguarda la componentistica di importazione, visto che l’attuale organizzazione si è dimostrata labile, insostenibile e con margini di imprevedibilità che la Honda non può permettersi. A rischio c’è il progetto New Honda, fortemente voluto e pagato a caro prezzo dai lavoratori. Alla Honda – conclude Manzi – chiediamo di ridare fiducia al nostro territorio riportando la produzione della componentistica dall’Asia in Abruzzo e considerando che la scelta industriale di importazione si sta rivelando dannosa e costosa per lo stabilimento Honda di Atessa”.

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