D’Amico (PD), perde la corsa a sindaco di Cupello e torna al ruolo di capogruppo in Provincia di Chieti

Si era autosospeso dall’incarico istituzionale di capogruppo consiliare in Provincia di Chieti in quanto candidato a sindaco di Cupello. Ora Camillo D’Amico, che non è riuscito il 25 maggio scorso a conquistare lo scranno di primo cittadino del centro del vastese, annuncia formalmente di tornare al suo posto in Provincia, non senza una punta di amarezza. Già perché l’esponente del PD, ha si perso la corsa a sindaco di Cupello, ma in una situazione alquanto difficile e di frammentazione del centro sinistra.

“Le motivazioni della scelta di sospendermi è stata la meno traumatica sia per il mio partito, che per me stesso. Il comune di Cupello sarà amministrato da una lista civica ispirata dal centro – destra e guidata da un sindaco di origini cupellesi ma che vive e risiede a Vasto dove ne è stato anche amministratore per due legislature – spiega D’Amico -. Questa è la risultante di quella parte del partito locale che volle cocciutamente e tenacemente tenere il ricorso alle primarie a prescindere, senza alcuna riflessione e discussione politica di merito; questa parte ha preso meno consensi della mia lista, perdendo, con un voto inappellabile, il concorso al consenso tra i cittadini e porta tutt’intera la responsabilità politica della sconfitta elettorale. Il voto democratico dei cittadini è corretto e trasparente che non genera alcun dubbio ne tentativi d’inquinamento, inciuci,  rischio di “colorare” schede lasciate in bianco o di far votare i fantasmi. Personalmente prediligo la mediazione politica e, solo dopo un concorso partecipato, condiviso e con regole certe e partecipate, lo strumento delle primarie può essere utile. A Cupello il tentativo d’inquinamento e di un trucco velenoso tale da rischiare di morire politicamente da “fuoco amico”  era forte tanto che, per trovare un avversario,  l’ex Sindaco  azzerò l’intera giunta con metodi poco ortodossi ed affatto democratici privando così i cittadini del loro governo locale per vincere un capriccio personale limitato al circolo locale del PD. Chiaramente non mi sono sentito per nulla tutelato in questa lunga campagna per le amministrative ma solo ed abbandonato. Silenziosamente ho lavorato, assecondato dai tanti compagni di viaggio moltissimi dei quali ancora iscritti e militanti del PD.,  per ricreare le necessarie basi di una ripartenza puntando a giovani capaci e meritevoli, con una base culturale e professionale notevole, che hanno voglia d’impegnarsi per il bene generale della comunità, che non intendono la politica come mestiere ma solo servizio, che non vogliono avere padrini ma essere solo desiderosi di spendere il loro sano protagonismo in un democratico confronto tra le idee, che hanno la consapevolezza di cosa significhi la parola “democrazia”. Questi concetti sono stati posti alla base della costituzione della lista che ho presieduto, del programma elettorale, degli atteggiamenti sobri avuti durante la stessa e saranno gli stessi su cui porteremo avanti l’azione amministrativa pur dai duri banchi dell’opposizione in consiglio comunale. L’unico rammarico – conclude D’Amico – è che sì è scritta un’altra pagina triste per il PD ed il centro – sinistra nel vastese il quale, dopo la perdita di San Salvo, adesso anche Cupello, Monteodorisio, Liscia sono andate al Centro – Destra. Resta solo Vasto e, prima che accada l’irreparabile, sia la Politica a tornare ad essere protagonista a dispetto dei furbi, arroganti, prepotenti ed opportunisti che, a vario titolo, non vogliono rassegnarsi all’idea che, il proprio tempo politico, scade per tutti ed anche per essi; che sia il Partito a tornare ad essere vivo ed attivo, mediando e discutendo sì ma evitando altri inutili spargimenti di sangue, altrimenti saranno gli elettori a farsi giustizia da soli. La saggia politica della mediazione per la costituzione delle liste alle regionali ha pagato…. l’insistere al ricorso delle primarie a prescindere ed a ogni costo ci porta a perdere”.

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