Torna l’incubo estrazioni petrolifere in Abruzzo

Maria Rita D'Orsogna

Maria Rita D’Orsogna

Con ogni probabilità, sarà la prima grana da affrontare per la nuova giunta regionale. Torna l’incubo Ombrina sull’Abruzzo. Il 21 maggio scorso, a Londra, si è tenuta l’assemblea annuale generale della Medoilgas. Fra i temi discussi, l’andamento economico della società, tutt’altro che roseo.

“Il giro di affari della Medoilgas è dimezzato rispetto al 2012, quando il volume di affari è stato di circa 16 milioni di euro, a fronte degli 8 milioni del 2013. I ricavi si sono invece trasformati in perdite: nel 2012 la Medoilgas aveva guadagnato 4.1 milioni di euro che nel 2013 si sono trasformati in 4.4 milioni di perdite – segnala Maria Rita D’Orsogna, che da anni si batte per evitare che lungo la costa della nostra regione si dia il via alle estrazioni petrolifere. La minaccia incombe se è vero che ieri, parlando all’assemblea di Confindustria a Roma, il il Ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi, ha esplicitamente detto che in Italia si riprenderà la ricerca di idrocarburi.

Dunque, non c’è da stare affatto tranquilli.

Per tornare alla Medoilgas guidata, da Bill Higgs, le speranze dei dirigenti della ditta inglese sono tutte riposte in Ombrina Mare.

“All’assemblea degli azionisti – aggiunge la D’Orsogna – è emerso che la procedura di Autorizzazione Integrata Ambientale è già iniziata e che sarà completata entro la fine di Giugno 2014. Bill Higgs ha anche espresso fiducia che l’AIA sarà approvata entro la fine del 2014, essendo, a suo parere, solo un atto procedurale. Promette agli azionisti che le operazioni di sfruttamento di petrolio dalle coste abruzzesi inizieranno entro il 2016. L’incubo Ombrina è quindi tutt’altro che dissipato. E’ questa una delle prime grandi questioni ambientali che il neo-governatore Luciano D’Alfonso è chiamato ad affrontare. Le recenti dichiarazioni del ministro Federica Guidi e di Romano Prodi, a favore delle trivelle in Adriatico, non sono incoraggianti e mostrano una profonda ignoranza sul tema. Diventa quindi fondamentale che la politica d’Abruzzo, a partire da D’Alfonso e che comprende tutti i parlamentari d’Abruzzo, di qualsiasi colore politico si facciano portavoci e in maniera ferma e decisa presso il governo centrale della necessità di fermare Ombrina e di ripristinare la fascia di rispetto di almeno 12 miglia alle trivellazioni lungo tutte le coste italiane. E questo anche a costo di contrastare le folli linee che il governo Renzi tenta di delineare. A livello regionale è inoltre urgente che D’Alfonso riesamini la composizione, la competenza e il modus operandi dei membri del Comitato di Valutazione Impatto Ambientale, presieduto da Antonio Sorgi. A ridosso delle elezioni infatti, il TAR di Pescara ha accolto il ricorso della Forest Oil contro il diniego del permesso per l’estrazione di gas e la costruzione di una raffineria a Bomba, in quanto le motivazioni espresse dal comitato VIA di Antonio Sorgi sono “laconiche e superficiali”. E’ imbarazzante che nonostante l’enorme sensibilizzazione, l’enorme mole di documenti sottomessi al comitato VIA, i numerosi incontri e interventi sulla stampa, il comitato VIA non sia stato in grado di presentare documenti scientificamente validi, motivati e ben articolati”.

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