Caccia al cinghiale: controlli della Polizia provinciale nel pescarese

Spoltore, Pianella (in particolare C.da Collalto), Carpineto della Nora, Civitella Caasanova, Corvara, Pietranico, Bolognano, Brittoli, Cugnoli, Penne, Castiglione a Casauria, Tocco a Casauria, Montebello di Bertona, Villa Celiera, Salle i comuni interessati; circa 200 cacciatori e 12 squadre autorizzate per la caccia al cinghiale controllate.

E’ il bilancio dell’attività svolta dalla Polizia provinciale di Pescara, diretta dal comandante Giulio Honorati, per il rispetto delle prescrizioni dell’attività venatoria consentita, dal primo ottobre, anche per specie volatili come l’allodola, la beccaccia, la cesena, la starna, il tordo sassello e tordo bottaccio, il colombaccio, il germano reale, ma soprattutto il cinghiale, la lepre e la volpe. Per la caccia al cinghiale il territorio della provincia è stato suddiviso in 7 macroaree con 29 squadre di cacciatori, composte da 15 a 80 unità, previamente autorizzate.

Con questo servizio la Polizia provinciale ha svolto attività preventiva, di segnalazione, di informazione, di accertamento e di repressione, puntando ad evitare eventuali violazioni delle norme in materia di caccia, di degrado e pericolo per il territorio.

Honorati fa notare che i cacciatori sono aumentati, sicuramente per via dell’estensione delle specie cacciabili dal primo ottobre e in particolar modo per ciò che riguarda il cinghiale. “Per quanto ci riguarda – spiega – ne abbiamo controllati circa 200 e 12 squadre autorizzate per la caccia al cinghiale. Dai primi dati emersi sulle squadre, non ancora completi, risultano abbattuti dal 1° ottobre (per le tre giornate consentite: mercoledì sabato e domenica) circa 35 capi di cinghiale. Oltre alle informazioni già fornite dai miei uomini ai cacciatori durante le verifiche effettuate, prosegue Honorati, raccomando ulteriormente ai cacciatori di approfondire meglio la nuova disciplina sulla caccia al cinghiale, soprattutto per quanto riguarda la tabellatura di avviso delle battute in corso, in modo da garantire la sicurezza di quanti, a qualsiasi titolo, frequentano le zone di caccia”.Honorati fa anche notare che non sono state rilevate particolari irregolarità, se non due contestazioni di carattere amministrativo – nella zona di Tocco da Casauria – per la mancanza dell’abbigliamento di alta visibilità e per la mancata trascrizione sul tesserino regionale della giornata di caccia.

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