Preparavano attentato a Raffaele Bonanni: tre arresti in Abruzzo

Tre abruzzesi, Donato Colasante, di Guardiagrele, Davide Nunziato e Valeria Di Stefano, marito e moglie, entrambi di Pescara, sono stati arrestati questo pomeriggio dagli uomini della sezione antidroga e contro i crimini diffusi di Chieti su disposizione della Procura distrettuale antimafia dell’Aquila. Sono sospettati di stare per preparare un attentato di Raffaele Bonanni, da pochi giorni ex segretario nazionale della Cisl, abruzzese anche lui, di Bomba.

Sarebbero stati loro a fare una telefonata anonima lo scorso 21 marzo nella quale veniva segnalata la presenza di un ordigno piazzata davanti alla porta della casa al mare di Bonanni, a Francavilla, che è adiacente a quella di Nunziato. In effetti l’involucro c’era e conteneva un ordigno rudimentale che difficilmente sarebbe esploso. Secondo gli investigatori però quella sarebbe stata una prova.

Gli ordini di custodia cautelare sono stati emessi dal gip del tribunale dell’Aquila Giuseppe Romano Gargarella su richiesta del procuratore capo Fausto Cardella e del sostituto Antonietta Picardi.

A mettere gli investigatori sulle tracce del telefonista anonimo era stato il carabiniere che aveva ricevuto la telefonata fatta da Nunziato. Ciò in quanto, essendo il giovane già conosciuto per altri precedenti, al militare era venuto il sospetto che si trattasse proprio di lui. Cosa poi accertata da una perizia fonica. In particolare Nunziato era stato già arrestato nel gennaio del 2013 dai carabinieri perché trovato in possesso di pistole e una mitraglietta Skorpion. Il 32enne era molto legato a Donato Colasante. Entrambi condividevano la passione per le armi in generale e una sorte di insoddisfazione nei confronti della societa’ e del potere in generale.

A luglio in casa di Nunziato la polizia aveva rinvenuto due pistole e un fucile e nel pc di Colasante le istruzioni per costruire ordigni artigianali anche con il Nepal. Non solo: c’erano anche diverse immagini relative alle decapitazioni dell’Isis. Fondamentali, poi, sono risultate le intercettazioni ambientali e telefoniche ma anche ciò che il telefonista anonimo scriveva su Facebook il cui profilo aveva il nome di Davide Al Zarquawi. Bonanni lo chiamavano ‘il politico’ e nei suoi confronti i tre arrestati avevano un’ attenzione ossessiva. La donna, 30enne pescarese, separata dal marito, madre di una figlia piccola, è accusata di falso e concorso in detenzione illegale di armi ed anche di aver ceduto del metadone all’uomo. Era lei, secondo quanto accertato dalla polizia, a fornire le armi all’ex marito potendole acquistare perché in possesso di un’autorizazione per il tiro al volo. L’abitazione di Nunziato si trova accanto alla casa di Bonanni, particolare che rendeva assai facile seguire gli arrivi, gli spostamenti e le partenze dell’ex numero uno della Cisl.

Durante l’attività investigativa la polizia ha inoltre scoperto che Donato Colasante avrebbe anche cercato di far prostituire la sua fidanzata non ancora maggiorenne per cui è accusato anche di induzione alla prostituzione minorile. Oltre agli agenti della squadra mobile le indagini sono state portate avanti dal personale della quarta sezione contro gli stupefacenti e il crimine diffuso coordinata dall’ispettore capo Licio D’Antuono.

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