Dubbi e polemiche sui soccorsi al podista Duilio Fornarola

“Invito le associazioni sportive, gli enti ed i comuni ad affidare servizi importanti ad associazioni che abbiano tutte le carte in regola per poter affrontare determinati eventi, ma sopratutto ad affidare questi servizi alle associazioni presenti quotidianamente sul territorio pescarese visto che le risorse ci sono”.

E’ l’intervento di Matteo Mattioli, Commissario della Croce Rossa Italiana – Comitato locale di Pescara, che non è solo una richiesta bensì precisa ma anche un invito a far chiarezza su quanto accaduto domenica scorsa in occasione della Maratona Dannunziana, gara funestata dalla scomparsa di Duilio Fornarola, conosciutissimo negli ambienti sportivi abruzzesi. 83 anni, grande passione per il podismo, Fornarola, di Atessa, ex cancelliere capo della procura circondariale di Chieti, si è accasciato a poche decine di metri dall’arrivo colto da malore. Soccorso, l’atleta è deceduto poco dopo. Ma sulla tempestività degli interventi e sui mezzi di soccorso presenti è scoppiato un vero e proprio caso. E’ stata tirata in ballo anche l’amministrazione comunale che ha oggi, attraverso l’assessore allo sport  Giuliano Diodati ha respinto qualunque responsabilità.

“Ci vengono addebitate circa le unità di soccorso presenti alla gara, poiché si sostiene che il Comune avrebbe “affidato” il servizio di copertura ad una società particolare di volontari di Francavilla, la Abruzzo Ambulanze, il che non corrisponde assolutamente al vero. Ma partiamo dall’inizio – dice Diodati -. Il Comune di Pescara, da sempre, a prescindere dalle Amministrazioni in carica e per ogni manifestazione che si svolge sul suo territorio, riceve richieste da parte delle associazioni di patrocini o contributi all’evento, nel caso di specie dall’ASD Farnese Vini, motore della Maratona da 14 edizioni. In favore del progetto presentato da detto soggetto, il Comune di Pescara anche quest’anno, ha deliberato con un atto di Giunta: lo ha fatto con la delibera n. 661 in data 14 ottobre 2014, a seguito di una serie di attività propedeutiche alla migliore riuscita dell’evento che si è svolto 5 giorni dopo. Un iter identico a quello degli anni precedenti. Anzi, a dire il vero evaso con tre giorni di anticipo rispetto al 2013 perché all’epoca la delibera di giunta n.781 era del 18/10/2013 e l’evento si è svolto il 20 ottobre. Di più: tutti gli impegni assunti dalla delibera del 2014 verso la manifestazione sono esattamente gli stessi che il Comune ha assolto durante l’era Mascia, nessuno escluso. E in nessuna edizione, come in nessun caso simile, l’Ente è stato mai appaltante delle autorizzazioni agli organizzatori, men che meno per quanto riguarda l’assistenza sanitaria. Tant’è che uno degli ultimi punti di tutte le delibere sulla Maratona succedutesi negli anni (legislatura Mascia compresa), sottolinea che l’Amministrazione comunale è esonerata da ogni responsabilità di fatto e di diritto per danni a persone o a cose che dovessero verificarsi prima, durante e dopo la manifestazione, con la precisazione che qualsiasi problema organizzativo e responsabilità restano a carico del richiedente, esonerando da ciò il Comune di Pescara. A tal proposito non ci risulta neanche, né negli atti relativi all’evento precedenti al 2014, né dagli impegni di spesa saldati dalle casse del Comune, che l’Ente abbia mai “pagato” ambulanze da porre sul percorso negli anni scorsi, come invece riferito. La precisazione di cui sopra, non vale a scaricare il ruolo e le competenze dell’Ente circa i fatti di cui si tratta, ma è data per fare onore alla stessa verità che viene invocata e per fare, sì, chiarezza in un momento e in una fase in cui il dramma occorso alla famiglia dello sport con il decesso di Duilio Fornarola sta assumendo i contorni di una polemica inutile e dai toni discutibili. Sono toni che offendono la credibilità dell’Ente, ma soprattutto la memoria di un atleta improvvisamente scomparso e la sensibilità del mondo da cui proviene, un mondo a cui siamo vicini, come siamo vicini alla sua famiglia che lo ha perduto.

Una polemica riproposta a mezzo stampa, ma in verità accesa sui social appena l’atleta si è accasciato al suolo, con un post che non chiedeva chiarezza sulle cause e sulle responsabilità eventuali, ma attribuiva in modo sgradevole e neanche velato, grottesche colpe alla politica vigente circa l’accaduto. Post privo del senso di comune umanità che sempre si dovrebbe dimostrare in simili circostanze, di cui non abbiamo rinvenuto alcuna traccia nelle cronache successive ai fatti.

In conclusione, i tempi e i modi dei soccorsi erano non solo sotto gli occhi di quanti si sono prodigati per evitare la morte di Fornarola, Comune compreso, ma nelle mani più adeguate a salvarlo. Testimoni diretti di ciò che è accaduto, a completa disposizione della verità e da subito, per chi vuole veramente accertarla”.

Per tornare all’intervento della Misericordia di Pescara, anche queste sono protese a fare chiarezza sui dubbi e sulle ombre nei soccorsi prestati a Fornarola.
“In vari articoli si legge che l’assistenza sanitaria in tale manifestazione sia stata affidata alla società privata “Abruzzo Ambulanze” che avrebbe prestato servizio con i propri “volontari”. Tuttavia, dal racconto delle cronache, sembrerebbe che al momento dell’intervento sul povero Sig. Duilio Fornarola, sia stata necessaria un’altra ambulanza del 118, poiché “meglio equipaggiata”. Innanzitutto appare assai strano che su un evento così importante non sia stato coinvolto sin dall’inizio (come sempre accaduto in passato) l’intero sistema di emergenza locale ed in particolare il 118 che lo coordina e dirige, o comunque Associazioni preparate ad affrontare grandi eventi con strutture, materiale e mezzi idonei. Infatti un grande evento come questo, che ha coinvolto migliaia di persone, interessa necessariamente l’intera popolazione. Le associazioni scriventi sono state chiamate a soccorrere alcuni atleti della maratona, per fortuna in episodi meno gravi del triste noto evento, in quanto, evidentemente,  non assistiti in modo adeguato dalla ditta preposta. Tali  interventi hanno inevitabilmente lasciato il territorio scoperto di mezzi di soccorso a discapito dell’assistenza alla popolazione locale! E’ ben noto che per prestare assistenza sanitaria le organizzazioni devono avere un’autorizzazione sanitaria che certifichi l’idoneità dei mezzi e del personale che, nel caso della Misericordia di Pescara e della Croce Rossa Italiana, vengono rilasciate dopo aver affrontato corsi di formazione proprio dagli operatori del 118. Ci si chiede se la società privata in questione sia munita di tali requisiti; se così non fosse, ci troveremmo davanti ad una grave mancanza; un servizio così delicato non poteva essere affidato ad un’azienda  priva dei requisiti necessari.”

Aggiunge inoltre Gianluca D’Andrea Responsabile dei Servizi della Misericordia di Pescara ” Costantemente i nostri volontari si sottopongono ad aggionarnenti e formazione per essere in grado di affrontare ogni tipo di emergenza sanitaria investendo in essa tempo e denaro”.

L’esigenza di tali precisazioni nasce poiché troppo spesso si generalizza e si confonde il lavoro – o meglio il servizio – di organizzazioni serie (per fortuna la maggioranza) che collaborano da anni con il 118, formano il proprio personale, aggiornano i propri mezzi e la propria strumentazione, svolgono i propri servizi senza alcun fine di lucro, con quello di altri soggetti, che hanno tutte altre caratteristiche e non sempre sono preparate adeguatamente a servizi di assistenza così delicati. Occorre chiarezza infine, perché sebbene probabilmente il Sg. Fornarola non poteva essere salvato comunque, mai vorremmo trovarci nuovamente davanti ad una situazione di una tale improvvisazione organizzativa, che oltre ad esporre a rischio gli atleti, lederebbe l’intera cittadinanza.

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