San Vito, inaugurato il Parco Letterario “Eremo Dannunziano”

“Un evento di portata storica per San Vito, per l’Unione dei Comuni Città della Frentania e Costa dei Trabocchi e per l’Abruzzo”.

L'intervento del sindaco Catenaro all'inaugurazione del Parco Eremo Dannunziano

L’intervento del sindaco Catenaro all’inaugurazione del Parco Eremo Dannunziano

Così il sindaco di San Vito Chietino, Rocco Catenaro, si è espresso in occasione della cerimonia di inaugurazione del tanto atteso Parco Letterario “Eremo Dannunziano”, svoltasi lo scorso 27 ottobre alla presenza di numerose persone, di autorità religiose, civili e militari e dei ragazzi della scuola media statale “Gabriele d’Annunzio” di San Vito. La data per l’inizio ufficiale della vita pubblica del Parco non è stata scelta a caso. Infatti, esattamente cento anni fa, era il 27 ottobre 1914, veniva scoperta la grande lapide ancora oggi esistente sul muraglione sottostante l’eremo dannunziano di contrada Portelle, voluta dall’allora sindaco Ciro Ciampoli per ricordare il breve ma intenso soggiorno a San Vito del grande poeta pescarese Gabriele d’Annunzio. Nato nello spirito della Costituzione italiana e fondato sul culto della memoria, della natura e della cultura nel suo più ampio significato, il Parco Letterario è stato quindi costituito come associazione onlus, per iniziativa del Comune e con la consulenza di un comitato scientifico fondatore composto dai professori Alberto Di Giovanni (ideatore del Parco), Vito Moretti (poeta e docente universitario), Vito Bucciarelli (scultore e docente dell’accademia di Brera, presidente del Parco), Giulia Alberico (scrittrice), Adelia Mancini (studiosa ed ex docente del liceo classico di Lanciano). Nel corso della cerimonia di inaugurazione del Parco Letterario è stata scoperta una targa commemorativa a testimonianza della continuità del legame spirituale tra i sanvitesi e Gabriele d’Annunzio.

«L’evento – ha precisato il sindaco Catenaro – segna anche l’apertura di una nuova stagione di servizio e di accoglienza per i turisti che giungono da ogni parte per visitare splendidi luoghi naturali consacrati all’arte del grande poeta e scrittore». Il primo cittadino ha inoltre menzionato un altro importante pezzo del Parco Letterario, il “celebre e superfotografato” trabocco di Turchino, recentemente distrutto da una violenta mareggiata, fiore all’occhiello del Parco, che, dopo i lavori di ricostruzione, tornerà nella primavera del 2015 a far sognare turisti e residenti. Dopo il discorso del sindaco è intervenuto il prof. Alberto Di Giovanni che, prima di tutto, ha ricordato la figura di un grande personaggio della cultura recentemente scomparso, il preside Giovanni Nativio di Lanciano. «Persona di squisita umanità e fine letterato – ha detto Di Giovanni – che ha condiviso per primo con me il sogno e il progetto di un parco letterario dannunziano». Ma cos’è esattamente un parco culturale-letterario? «Si tratta – spiega lo stesso Di Giovanni – di una istituzione che fa bene all’ambiente, alla cultura, al turismo, all’economia e all’uomo. Una palestra all’aperto di educazione civile storico-letteraria estetica per la scuola, lontana dai musei polverosi e dai luoghi di culto per pochi adepti. In estrema sintesi, un segno di grande civiltà». Il Parco Letterario Dannunziano ha la sua sede di accoglienza e di riferimento nella biblioteca “Gabriele d’Annunzio”, sezione staccata di San Vito Marina. Lo statuto è consultabile su internet, nella biblioteca comunale e presso la segreteria del Comune di San Vito. Questi gli obiettivi immediati che si prefigge di attuare il neonato Parco Letterario: un grande incontro pubblico per coinvolgere cittadini e operatori di San Vito e non, per allargare la base associativa; recuperare alla pubblica fruizione la stanza dell’eremo ora chiusa e preclusa dove organizzare un museo aperto a tutti; riaprire alla pubblica fruizione il trabocco di Turchino; installare un’adeguata segnaletica informativa; preparare un calendario di manifestazioni che includano anche attività enogastronomiche e artigianali e guide turistico-naturalistiche; concordare convenzioni con alberghi e ristoranti per l’accoglienza dei visitatori; stringere rapporti con la scuola alla quale offrire una grande opportunità di educazione civico-ambientale-storico-culturale; installare sul promontorio dannunziano la “panchina della contemplazione”; studiare un logo distintivo dell’associazione.

 

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