350 bare funebri cinesi confiscate: il tribunale di Chieti dà ragione al comune di Casacanditella

Il Tribunale di Chieti, in persona del giudice Camillo Romandini, ha rigettato l’opposizione di una società, costituita da cinesi e italiani, avverso l’ordinanza del Sindaco del Comune di Casacanditella, Giuseppe D’Angelo, di confisca di oltre 350 bare funebri, sequestrate dalla Guardia di Finanza. Ai cofani erano stati apposti, successivamente al sequestro, timbri falsificati di origine cinese.

L’istruttoria ha acclarato che i marchi erano cancellabili addirittura con un dito. In pratica le bare, di bassa lega, venivano importate dall’estero, soprattutto dalla Cina, mediante società di comodo costituite da cinesi e italiani e una volta in Italia sulle stesse prima di commercializzarle venivano apposti marchi di Imprese costruttrici cinesi. Ciò violava la normativa di settore (DPR n. 285/1990) che prescrive per motivi di igiene che i timbri vengano apposti al momento della fabbricazione della bare così da poter individuare la Società costruttrice e quindi la provenienza dei cofani. Sono ancora in corso indagini della Procura della Repubblica di Chieti in ordine al reato di violazione di sigilli finalizzato all’apposizione di timbri successivamente al sequestro delle bare. Il Comune era difeso dallo studio legale Luciani–De Merolis di Francavilla al Mare.

La società è stata condannata al pagamento delle spese processuali.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *