I sindacati sulla riforma del trasporto regionale: “Basta battibecchi e si vada avanti”

“Non ci interessano i dibattiti politici ma i risultati; non ci interessano le lotte di campanile ma la riorganizzazione del sistema del trasporto pubblico regionale”.

Lo ribadiscono con fermezza i responsabili delle segreterie regionali del settore: Rolandi della Filt Cgil, Di Naccio delle Fit Cisl, Murinni della Uil Trasporti, Lizzi della Faisa Cisal e Lupo della Ugl Autoferrotranvieri, in un comunicato diffuso oggi, che vuol ricordare la posizione del sindacato. Un intervento che arriva mentre è acceso lo scontro tra le forze politiche circa il processo di riordino delle Aziende Pubbliche, che gestiscono il TPL in Abruzzo. L’intervento delle sigle sindacali è, quindi, alquanto perentorio.

Si tratta di una manovra di riordino “auspicata, sollecitata, fortemente voluta, da anni e unanimemente da tutte le sigle sindacali consce, da vere addette ai lavori, che ci si avviava verso un periodo dove la ‘trippa per i gatti’ si stava esaurendo – si legge nell’intervento a firma di Cgil, Cisl, Uil, Cisal e Ugl -. Consapevoli del fatto che, ai cittadini abruzzesi, non veniva nemmeno offerto un servizio dignitoso che tra l’altro comportava oneri di sostenibilità economica troppo elevati, e del fatto che l’Abruzzo fosse indietro rispetto alla “politica dei trasporti”. In questa fase, in cui si sono accesi i riflettori sulla proposta di legge di riordino, avremmo voluto evitare di ficcarci all’interno del dibattito (forse meglio definirlo il battibecco) politico ma le inesattezze che i lavoratori del settore sono costretti a leggere ed ascoltare in questi giorni, di cui ci chiedono spiegazione, ci impongono di ribadire la nostra posizione in merito. Leggiamo ad esempio una dichiarazione dell’Onorevole Fabrizio Di Stefano: “Nel 2012 proponemmo la creazione di un consorzio pubblico privato, con la contestuale unione delle tre società, seppur mantenendo la distinzione del ferro. Ed il centrodestra ha lavorato su questo, ma ha trovato l’opposizione dei sindacati poiché per ridurre i costi era evidente che l’equiparazione degli stipendi non potesse essere fatta parametrandoli a quelli più alti”. Con molto rispetto ci permettiamo ricordare che: nel 2011 il Suo governo Chiodi votò un articolo all’interno della Legge Finanziaria regionale n.1/2011 che dettava tempi e modi perché venisse redatta una proposta di legge entro il 30 aprile 2011 sui nuovi assetti delle società di trasporto partecipate dalla Regione. Ma non se ne fece nulla; nel 2012 Il Suo governo Chiodi, votò un articolo all’interno della Legge Finanziaria regionale n.1/2012 che dettava tempi e modi perché si creasse una newco a seguito della fusione di Arpa e GTM con successiva incorporazione del ramo gomma della Ferrovia Sangritana. Si fissarono i modi, si assegnarono i tempi (sei mesi) pena la decadenza degli organi amministrativi delle Società interessate. Ma non se ne fece nulla. Il primo agosto 2012 su sollecitazione delle rappresentanza sindacali si tenne un Consiglio Regionale straordinario che adottò la deliberazione 125/2 che impegnava la Giunta Regionale a valutare l’inserimento del ramo ferro della Ferrovia Sangritana all’interno del progetto di azienda unica. Ma non se ne fece nulla. Le rappresentanza Sindacali il 20 dicembre 2012 hanno sottoscritto un accordo con l’Assessore ai Trasporti Morra con cui veniva stabilito che: nel processo di armonizzazione del trattamento dei lavoratori provenienti dalle tre società ARPA GTM e Sangritana si sarebbe riconosciuto il solo trattamento economico e normativo derivante allo stesso dagli specifici accordi collettivi, territoriali e aziendali applicabili al precedente datore di lavoro, senza possibilità di acquistare quelli più favorevoli derivanti dagli accordi aziendali vigenti per le altre società interessate alla fusione, in quanto ciò avrebbe potuto determinare un incremento dei costi, in contrasto con le finalità che si prefiggeva la normativa regionale di riferimento. Rispetto alla necessità del riordino del comparto dei Trasporti ed in particolare del trasporto Pubblico Locale ci sono già spesi fiumi di inchiostro che ne hanno ampiamente illustrato la opportunità, la convenienza, la necessità. Si dibatte sul metodo indicato per addivenire alla nascita della nuova realtà regionale nei trasporti pubblici regionali. Non ci interessa filosofare sul metodo ma il risultato: quello di conseguire con certezza entro i primi quattro mesi del 2015 un obiettivo che attendiamo da anni che, per una continua evoluzione del fenomeno riguardante le modifiche dell’assetto normativo del settore unitamente alla progressiva diminuzione delle risorse disponibili, è divenuto provvedimento indispensabile. Pena l’implosione delle tre aziende regionali che se rimanessero isolate non avrebbero né la possibilità di sopravvivere alle gare né di conseguire le economie di scala che la fusione consente. Ma per essere puntuali nella esposizione della nostra posizione di condivisione anche rispetto al “metodo” chiariamo che siamo giunti a questa posizione congiunta, dopo aver avuto i necessari approfondimenti, esplicitato tutte le nostre eventuali perplessità possibili ed immaginabili, anche in sede di audizione presso le Commissioni Prima, Seconda e Quarta in Regione, ottenuto impegni ed indirizzi ben precisi rispetto a tempi, risultati ed obiettivi. Non ci appassionano le lotte di campanile né il tema di dove “sarà fissata la sede”, probabilmente immaginiamo forse dove non si pagheranno fiumi di affitto. FIT CISL, FILT CGIL, UIL TRASPORTI, FAISA CISAL, UGL AUTOFERROTRANVIERI, sono perché si assicuri una prospettiva ai lavoratori del settore, compresi i dipendenti delle società private che operano nel TPL che dopo questo primo passo dovranno necessariamente essere coinvolti, e perché finalmente si offra al cittadino abruzzese un servizio allineato con gli standard che siamo costretti, per ora, solo ad invidiare”.

Intanto oggi

la Commissione “Territorio” riunita congiuntamente alla Commissione “Bilancio” e “Politiche europee”, ha espresso parere favorevole, a maggioranza, sul progetto di legge riguardante il riordino delle partecipazioni societarie nel settore del trasporto pubblico locale. Camillo D’Alessandro (PD), primo firmatario del disegno di legge, ha espresso soddisfazione per il clima di solidarietà trovato con i partiti dell’opposizione in Consiglio regionale. “Lavoreremo da oggi fino al prossimo 9 dicembre (data di discussione della legge in Aula) ad ulteriori mediazioni che possano rendere certo l’obiettivo di salvare non una sola Società, ma tutte le tre Società di trasporto pubblico locale in Abruzzo”. In questo senso per l’esponente del PD abruzzese si sono raggiunti tre obiettivi principali: “La riduzione dei trasferimenti, l’applicazione dei costi standard sul t.p.l. e l’indizione obbligatoria delle gare per il trasporto pubblico”. Questi fattori rappresentano la giusta combinazione per procedere verso la direzione annunciata di una sola grande Società che possa garantire servizi efficienti con costi contenuti e resti soprattutto abruzzese. “Non faremo fare alle Società di trasporto pubblico – ha sottolineato D’Alessandro – la fine delle Casse di risparmio che, in nome di una presunta difesa territoriale e della loro identità, sono oggi scomparse ed acquistate da grandi gruppi bancari”. “Quando si poteva fare la grande Cassa abruzzese non si fece nulla perché vinsero gli impoltronati – ha concluso D’Alessandro – questa volta non consentiremo che accada altrettanto in un settore così importante come i trasporti pubblici”.

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