Mafia a Roma: gli affari di Buzzi, Lucci e Di Ninno nel pescarese

Non si limitavano solo alla Capitale gli affari di alcuni dei 37 indagati delsistema corruttivo ramificato smantellato ieri con una serie di provvedimenti dalla magistratura di Roma e che ha portato all’esecuzione di 29 ordinanze di custodia cautelare in carcere e 8 ai domiciliari.

Inchiesta incentrata sulla gestione di appalti e finanziamenti pubblici del comune Roma e delle municipalizzate nell’ambito della raccolta rifiuti, realizzazione di campi di accoglienza e manutenzione del verde pubblico. Oltre alla Capitale, in passato, c’è stato un certo interesse anche in Abruzzo, affari che hanno interessato il pescarese. Nessun nesso con quanto emerso ieri a Roma, almeno fino a questo momento. E’ il caso di Salvatore Buzzi, raggiunto da ordine d’arresto di arresto in carcere, Raniero Lucci, finito ai domiciliari, e Paolo Di Ninno (come Buzzi raggiunto da provvedimento in carcere).

Buzzi, considerato il braccio destro di Massimo Carminati, ritenuto il capo dell’organizzazione, ex terrorista dei Nuclei armati rivoluzionari ed ex componente della Banda della Magliana, come risulta da informazioni desunte dall’archivio pubblico del R.I. Camera di Commercio, è stato consigliere della Linda spa (società che si occupa principalmente della gestione dei servizi pubblici quali la raccolta dei rifiuti, la manutenzione del verde urbano, i servizi cimiteriali e molto altro,  partecipata per il 51% dal comune di Città Sant’Angelo e al 49% dal Considan (Consorzio Intercomunale Depurazione Acque Nere) costituito per il 58% dal comune di Montesilvano, il 25% dal comune di Silvi e il 17% dal comune di Città Sant’Angelo). Un ruolo che Rucci ha ricoperto per due anni, dal 25 marzo 2005 al 26 marzo 2007. Nella stessa società Lucci ha ricoperto la carica di amministratore delegato dal 23 dicembre 2005 al 2 ottobre 2007, mentre Di Ninno è stato componente del collegio sindacale della Linda spa dal 19 marzo 2005 al 2 ottobre 2007.

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