A Lanciano ne sono convinti: “La creazione della società unica dei trasporti solo per salvare Arpa”

Il consiglio comunale di Lanciano si è convinto dell’ineluttabilità della creazione della società unica dei trasporti non solo per salvare Arpa, come dichiarato da alcuni rappresentanti sindacali, ma soprattutto per salvaguardare Sangritana come dichiarato dal Presidente Di Nardo, dopo i nuovi decreti-Nencini sul TPL con l’introduzione dei costi standard ed i tagli conseguenti, che in ogni caso manterrà una chiara ed autonoma specificità”.

E’ quanto ribadisce Leo Marongiu, Segretario PD Lanciano, sulla questione Sangritana. Sono sei le richieste avanzate dal partito democratico frentano, che ha condiviso la richiesta, avanzata dal gruppo con Bozza Sindaco e dalla minoranza, di chiedere alla Regione “che la fusione per incorporazione possa avvenire dentro il contenitore di qualità Sangritana ed abbiamo poi avanzato una serie di richieste specifiche, in un ordine del giorno presentato come PD di Lanciano, condivise con il Sindaco Mario Pupillo, inserite nel documento comune licenziato dal Consiglio Comunale, che mirano a tutelare e potenziare nei contenuti Sangritana: siano salvaguardati i livelli occupazionali; la “divisione ferro” sia istituita statutariamente e preveda la sede a Lanciano e che sia dotata di autonomia organizzativa e finanziaria; i progetti strategici di Sangritana, in particolare quelli legati agli investimenti su rete, collegamenti strategici e parco rotabile siano assunti quali prioritari nella programmazione e nell’impiego dei fondi di Regione Abruzzo a partire dalla nuova programmazione FSC; la tutela del nome storico di Ferrovia Adriatico Sangritana; siano trasferite tutte le attività commerciali della costituenda società unica dei trasporti a Sangritana SPA; si assuma prioritario incrementare il monte kilometri attuale di Sangritana in vista della futura contrattazione TPL-ferrovia con Regione Abruzzo.

Torna a far sentire la sua voce anche il vicesindaco di Lanciano, Pino Valente, al termine di una vivace assise civica indetta per far chiarezza sull’azienda unica di trasporto. E non avrebbe potuto avere un tenore diverso dal momento che proprio Valente, nei giorni che hanno preceduto l’incontro a Palazzo di città, ha portato le attenzioni sulla questione e espresso la sua forte contrarietà all’operazione in itinere della Regione. L’assise civica all’unanimità ha approvato un documento in cui si propone che sia la società patrimonializzata ed in utile, Sangritana, ad incorporare le altre due.  “L’unica strada percorribile per evitare una ingiustizia clamorosa: la società sana che viene mangiata dalla società in perdita. La vibrante azione di protesta di Progetto Lanciano – afferma Valente – ha costretto la politica regionale a venir a spiegare e giustificare le proprie azioni mettendo con le spalle al muro chi voleva nascondere la verità. Come purtroppo avevamo anticipato la regione Abruzzo vuole ricapitalizzare Arpa con le azioni di Sangritana e Gtm. Non so cosa abbia da esultare Camillo D’Alessandro che ha sempre negato la realtà. Si è partiti dal tetto senza aver costruito le fondamenta, non c’è un solo straccio di piano industriale che vada a corroborare una riforma storica ma che ha piedi d’argilla considerata l’assenza di analisi specifiche. In questo modo le criticità di Arpa rischiano di andare ad “infettare” le aziende con i conti in ordine. Le nostre posizioni vengono rafforzate e continueremo questa nostra battaglia di giustizia per questo nostro territorio depredato prima dal centrodestra ed ora dal centrosinistra”.

Continua Pino Valente: “È bene però precisare che le decisioni vengono prese in consiglio regionale non certo a Lanciano. Ed in regione purtroppo non abbiamo rappresentanti che possono far valere le ragioni del nostro territorio. La cosa che mi gratifica ma che non placa la mia delusione per quanto sta accadendo, è l’aver avuto l’apprezzamento di tanti dipendenti di Sangritana che hanno visto in noi gli unici interessati concretamente alle sorti della storica azienda frentana”.

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