Discarica di Bussi: tutti assolti

La Corte d’Assise, ha mandato tutti assolti  i 19 imputati (Camillo Di Paolo, Guido Angiolini,, Maurilio Aguggia, Mauro Molinari, Vincenzo Santamato,  Carlo Cogliati, Nicola Sabatini, Domenico Angelo Alleva, Leonardo Capogrosso, Nazzareno Santini, Luigi Guarracino, Giancarlo Morelli, Giuseppe Quaglia, Carlo Vassallo, Luigi Furlani, Alessandro Masotti, Bruno Parodi, Maurizio Piazzardi e Salvatore Boncoraglio)

, quasi tutti ex amministratori e vertici della Montedison, accusati  di disastro ambientale derubricato in disastro colposo e a deciso di quindi non dovrsi procedere per intervenuta prescrizione. La sentenza è stata letta poco dopo le 17 dal  giudice Camillo Romandini (giudice a latere Paolo Di Geronimo), riguardante la mega discarica di Bussi. I pm del tribunale di Pescara Giuseppe Bellelli e Anna Rita Mantini avevano chiesto 18 condanne e un’assoluzione e pene da 4 a 12 anni e otto mesi. La scoperta della discarica più grande d’Europa, cioé 25 ettari di rifiuti tossici, risale al 2007 dopo più di un anno di indagini del Corpo forestale dello Stato, coordinate dall’allora pm Aldo Aceto, avviate a seguito del ritrovamento nel fiume Pescara di considerevoli quantità di clorometanoderivati.

I commenti. Tra i primi quello del sindaco di Pescara, , Marco Alessandrini: “La setenza suscita malcelato sconcerto nelle comunità territoriali. Una breve camera di consiglio e uno scarno dispositivo pongono una pietra tombale sul primo grado di giudizio di una vicenda che ha sensibilmente scosso l’opinione pubblica per i suoi riflessi sulla salute. Il Comune di Pescara, specie considerando l’intervenuta assoluzione per il reato di avvelenamento delle acque, dovrà leggere con attenzione le motivazioni della sentenza per valutare qualunque forma di ulteriore azione giudiziaria. Da sindaco, la lezione che ne traggo è comunque quella per cui oggi la tutela del territorio resta una priorità centrale della Pubblica Amministrazione per bloccare sul nascere fenomeni gravissimi di inquinamento”.

La Regione sta valutando l’opportunità  “di attivare una causa civile per il risarcimento dei danni da parte di chi ha ridotto le acque e le terre dell’Abruzzo in queste condizioni – ha fatto saper il governatore D’Alfonso -. Un’azione che trova spazio per il fatto che sia stato riconosciuto il disastro colposo che legittima l’iniziativa per la Regione”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *