Traffico di rifiuti: indagato per corruzione il sindaco di Chieti

Nell’ambito di una indagine per corruzione relativa alla realizzazione del ‘Megalò 3’ che vede indagato anche il sindaco di Chieti, Umberto Di Primo, alla guida del Comune da cinque anni, la squadra mobile di Pescara, diretta da Pierfrancesco Muriana, sta eseguendo una serie di perquisizioni in Abruzzo e fuori regione. Tra queste la casa e ufficio del primo cittadino teatino, tra Francavilla al Mare e Chieti.

Si tratta di un fascicolo stralcio dell’inchiesta sul traffico illecito di rifiuti condotta stamani dal Corpo forestale dello Stato che ha già recapitato quattro arresti ai domiciliari.

‘Megalò 3’, è un progetto di sviluppo del grande centro commerciale di Chieti Scalo. Oltre a Di Primio gli altri indagati in questo filone di inchiesta, sempre per corruzione, sono: Michele Colistro, segretario generale dell’Autorità dei bacini, oggetto di perquisizioni a casa e negli uffici, in una serie di ditte, tra L’Aquila e Roma, ed Enzo Perilli, titolare della ‘Akka’, legata al progetto di Megalò, presunto corruttore, anche lui perquisito tra Montesilvano, Chieti, Napoli e Roma. I pm che coordinano l’inchiesta sono David Mancini e Fabio Picuti, della Procura distrettuale antimafia dell’Aquila. Partendo da una segnalazione che riguardava il presunto smaltimento illecito dei rifiuti che si è concretizzato con gli arresti di stamani, la Forestale si è imbattuta in una vicenda piu’ ampia che riguardava lo sfruttamento di alcuni terreni nell’area vasta dove sorge il Megalò e dove sono previste nuove speculazioni edilizie. Nell’ambito di questo stralcio di indagine si sarebbero poi seguite alcune piste che farebbero pensare a corruzione per alcuni lavori.

Gli investigatori lavorano da mesi sulla vicenda che sarebbe partita da alcune denunce circostanziate e documentate.

Un’inchiesta parallela a ‘Terre d’oro’, che ha portato stamani all’esecuzione di 5 misure cautelari, una serie di sequestri e perquisizioni. Entrambi i procedimenti, in carico agli stessi pubblici ministeri, hanno in comune un indagato, vale a dire Perilli. La squadra mobile di Pescara e il Corpo forestale, che hanno cominciato ad indagare su di lui partendo da un altro filone di indagine, avrebbero rilevato, tra l’altro, degli elementi di responsabilità in merito allo smaltimento illecito di rifiuti (tra marzo 2010 e aprile 2013), incrociando così l’attività di indagine relativa all’altro procedimento, quello sfociato nell’operazione ‘Terre d’oro’. Per l’ipotesi di corruzione, secondo la ricostruzione degli investigatori, Perilli avrebbe corrotto il sindaco di Chieti e il funzionario regionale con la promessa di utilita’ economiche, per la realizzazione di ‘Megalò tre’, e in questo caso i fatti su cui si sta indagando partono dal mese di aprile 2013.

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