Lanciano: sequestrati sansificio e centrale biomasse per violazione di reati ambientali

Due anni d’indagine condotte dal comando aeronavale della guardia di finanza di Pescara, una terna di periti di livello internazionale, un voluminoso rapporto e, sulla base di quanto accertato in questi ambiti è arrivato nelle ultime ore il provvedimento di sequestro preventivo della centrale termica a biomasse e del sansificio dei fratelli Vecere, a Treglio. Ad ottenerlo, la Procura della Repubblica di Lanciano, su parere favorevole del giudice per le indagini preliminari, Francesco Marino.

I due impianti sono stati spenti sulla base delle analisi approfondite eseguite dai Mauro Sanna, Roberto Monguzzi e Nazareno Santilli, gli stessi che nel recente passato hanno fatto parte del collegio di periti che si sono occupati dell’impianto Ilva di Taranto, hanno riguardato l’attività dei due impianti siti nel territorio del centro frentano: il Sansificio Vecere srl e la centrale a biomasse della Gestione Calore Treglio srl. Il sequestro è stato ottenuto per la violazione di reati ambientali previsti previsti nel decreto Ambiente 156/2006. Sotto la lente d’ingrandimento sono finite le ceneri prodotte dalla combustione sansificio e della centrale termica a biomasse. Per quanto riguarda il primo impianto, come ha  ha sottolineato il procuratore capo di Lanciano, Francesco Menditto nel corso dell’incontro avuto oggi con i giornalisti insieme al Maggiore della Finanza Basilio Palma- è risultata un’emissione di monossido di carbonio tre volte superiore il limite previsto dalla legge e lo smaltimento irregolare delle ceneri, smaltite come rifiuti riutilizzabili; per l’impianto termico, è risultato dalle ceneri che veniva bruciata una quantità di rifiuti come cippato e sansa oleata superiore tre volte a quella stabilita dalla legge e, presumibilmente, anche di materiale diverso da quello consentito”. E subito dopo specifica: “”Non ci sono elementi per dire che siano pericolosi per la salute. Tengo anche a precisare che gli indagati (i legali rappresentanti dei due impianti, ndr) non hanno ostacolato la nostra attività”.

Un’altra decisa azione di salvaguardia e tutela ambientale messa a segno dalla Procura frentana che da sempre guarda con attenzione al rispetto delle regole. “Sono le uniche che danno garanzie per la salute dei cittadini – aggiunge ancora Menditto -. Se i proprietari si dovessero adeguare alle norme di legge, gli impianti potrebbero essere riaperti e dissequestrati”.

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