I geometri contro lo spot del Governo sulla semplificazione nel settore edilizio

Da alcuni giorni su tutti i canali Rai sta andando in onda lo spot televisivo, che ormai quasi tutti gli italiani avranno avuto modo di vedere, riguardante la semplificazione nella pubblica amministrazione e in particolare del settore edilizio. Alla fine della pubblicità, voluto dal governo Renzi, si fa un’affermazione alquanto discutibile, cioè che il cittadino, dopo aver terminato i lavori di ristrutturazione della propria casa, può rivolgersi tranquillamente al Comune che si farà carico dell’accatastamento dell’immobile.

Un’affermazione che non piace affatto al presidente del Collegio dei Geometri e Geometri Laureati della provincia di Chieti, Rocco Santone, il quale ha pensato bene di scrivere una lettera al Consiglio Nazionale dei Geometri per chiedere un “tempestivo e mirato intervento al fine di salvaguardare l’attività catastale in favore dei tecnici liberi professionisti, in quanto tale attività rappresenta, anche per l’erario, una fonte certa di prelievo fiscale”.

«A tutt’oggi – afferma Santone – la semplificazione tanto pubblicizzata appare solo un miraggio, tenuto conto che i Comuni richiedono ai cittadini di tutto e di più, mentre per quanto concerne l’accatastamento è preoccupante che il Comune stesso possa sostituirsi al tecnico professionista».

Si esprime quindi il timore fondato che, a fronte dell’introduzione della suddetta semplificazione, si possa ingenerare un “disallineamento” dei dati, con conseguenti ritardi nell’aggiornamento della banca dati catastale e l’inopportuna vanificazione delle disposizioni legislative riguardanti la dichiarazione in catasto dei fabbricati non ancora censiti. Una semplificazione, quindi, che rischia di non generare per intero i benefici prospettati, con un possibile nuovo arretrato nell’aggiornamento catastale che potrebbe causare un allungamento dei tempi di compravendita immobiliare, qualora la planimetria, presente in catasto, non sia conforme allo stato reale dell’immobile. «Per non generare confusione – conclude il presidente Santone – è quindi auspicabile  il taglio immediato della slide inserita nello spot recante la frase “e all’accatastamento ci pensa il Comune” e la relativa cancellazione del provvedimento normativo».

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