Per topi uccisi rinvio a giudizio per il direttore amministrativo dell’Istituto Mario Negri Sud

“La legge deve essere rispettata anche in ambiti come la sperimentazione animale: non ci sono ‘zone franche’. La norma comunitaria e nazionale e la giurisprudenza hanno ampiamente chiarito che tutti gli animali sono essere senzienti e vanno curati e accuditi rispettandone l’etologia, indipendentemente dalla loro destinazione finale. Chiediamo quindi controlli qualificati nelle strutture che utilizzano animali per la sperimentazione, per evitare che casi analoghi si ripetano”.

E’ quanto afferma la Lega Antivivisezione nazionale alla luce della decisione della Procura di Lanciano di rinviare a giudizio

di Santa Maria Imbaro per il reato di uccisione di animale senza necessita’.

Una vicenda partita proprio da una denuncia della Lav nel maggio 2014, atto che fece partire l’inchiesta della forestale di Chieti.

“La Procura ha rinviato a giudizio il direttore amministrativo della Fondazione Mario Negri Sud, con l’imputazione di uccisione di animali senza necessità (art. 544 bis del Codice penale) in quanto avrebbe causato la morte di circa 750 topi ‘Mus Musculus’ destinati alla ricerca e, non potendo utilizzarli o farli utilizzare per tale fine, ne disponeva la soppressione ‘per contenere i costi della struttura – si legge nella nota della Lav. L’udienza è stata fissata per il prossimo 25 giugno.

Il pm titolare dell’inchiesta è Francesco Menditto, procuratore capo di Lanciano. “Altri 800 topi -fa sapere la Lav- sarebbero stati trasferiti presso l’Università di Bari”.

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