Pupillo scrive ai sindaci del chietino: “No alla soppressione del TAR di Pescara”

“Esprimo tutta la mia contrarietà di rappresentante del territorio provinciale alle decisioni perpetrate dal Governo che impongono una razionalizzazione dei tribunali amministrativi regionali attraverso la soppressione delle sedi distaccate, tra cui quella pescarese in programma per il mese di luglio”.

Presidente della Giunta Provinciale di Chieti va giù duro. In una lettera inviata ai sindaci della provincia, Mario Pupillo contesta la soppressione sede distaccata del TAR di Pescara e lo fa in maniera articolata e decisa, prevedendo come il taglio abbasserà il livello dei servizi e il fabbisogno reale ed oggettivo del territorio che ne beneficia.

“La Giustizia Amministrativa Regionale Abruzzese incide in termini reali anche sull’economia del nostro territorio e il buon funzionamento della sede TAR pescarese ne ha rappresentato di certo una garanzia a cui oggi non possiamo rinunciare – scrive Pupillo -. La previsione nefasta contenuta nel decreto Renzi lo scorso anno ci aveva allarmato come amministratori e come cittadini, consapevoli dell’impoverimento in termini di servizi che avrebbe subito l’intera area metropolitana Chieti-Pescara di cui facciamo parte integrante ed attiva. Avremmo sperato in un ripensamento che non è arrivato e che dobbiamo perorare, perché non possiamo farci complici dell’idea di fondo che in questo Paese anche la riorganizzazione del sistema giudiziario passi attraverso la riduzione dei presidi che li rappresentano, che basta “tagliare” per contenere le spese pubbliche  ignorando. Dobbiamo contestare il fatto che non rappresenta una voce di costo in quanto è allocata presso il Palazzo di Giustizia gestito dal Comune e che i medesimi spazi non sono previsti dal trasferimento al Capoluogo di regione, dove si andrebbe incontro ad un oneroso reperimento di nuovi locali. Sul fronte del personale e degli addetti ai lavori, inoltre, si attiverebbe una mobilità con conseguenze non indifferenti per le distanze da coprire perché la morfologia del nostro territorio non è un elemento secondario. Le professionalità coinvolte, 10 dipendenti e 4 magistrati, fino ad oggi sono stati messi nelle condizioni di affrontare un carico di lavoro importante e di contribuire all’efficiente funzionamento della sezione TAR abruzzese, che non a caso si classifica tra i primi posti sul piano di confronto nazionale per capacità di gestione degli arretrati e di definizione dei ricorsi. Dunque, se possiamo vantare un modello virtuoso di giustizia amministrativa non è concepibile che in nome della spending review si favoriscano gli allungamenti dei tempi processuali, l’ingolfamento delle cancellerie, l’aggravio dei costi giudiziari a carico degli istanti.  Una contraddizione di fondo che dobbiamo evidenziare insieme, nei termini in cui il nostro contributo di amministratori locali va quotidianamente e faticosamente in un’altra direzione con la lotta ai disservizi e la costruzione delle basi della società civile. Vi invito pertanto a fare squadra, manifestando il vostro supporto avverso la chiusura della sezione distaccata del TAR Pescara e di farlo attraverso delibera condivisa, lettera al Governo, sensibilizzazione parlamentari e altre iniziative”.

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