Ortona: la Regione organizza convegno sul dragaggio del porto

“L’opportunità del dragaggio e le conseguenze in termini di sviluppo sono tali  da rendere questo un momento storico per la nostra città, e l’attenzione della Regione sul Porto di Ortona ci consente finalmente di intravedere questo sviluppo”.

E’ il pensiero  del sindaco della città adriatica, Enzo d’Ottavio, alla vigilia del convegno, organizzato dalla Regione Abruzzo, che si svolgerà giovedì 19 febbraio alle ore 18 alla Sala Eden incentrato sullo scalo marittimo ortonose.

All’evento parteciperanno il Presidente della regione, Luciano D’Alfonso, il sottosegretario alla presidenza regionale, Camillo D’Alessandro, il Comandante di Porto, C.F. Nicola D’Attanasio, il sindaco d’Ottavio, il Presidente del Consiglio Comunale, Ilario Cocciola, il rappresentante della Direzione Marittima di Pescara, Ennio Moretti e un rappresentante del Comitato Porto. Nell’incontro si affronteranno tutte le tematiche legate allo scalo ortonese, a partire dal dragaggio dei fondali, alla presenza anche del Provveditorato delle Opere Pubbliche, della direzione ambiente e trasporti e dell’Arta.

“Giovedì con il presidente D’Alfonso – spiega il sottosegretario Camillo D’Alessandro – affronteremo tutte le questioni che sono sul tappeto e sarà chiaro a tutti chi sta operando per danneggiare Ortona e chi invece sta lavorando per scommettere tutto sullo scalo portuale. Partiremo dal dragaggio ma parleremo anche degli altri problemi connessi, a partire dall’esigenza delle banchine. Per parlare di futuro dobbiamo passare dalle parole ai cantieri, ogni ulteriore ritardo danneggia fortemente la città già colpita dalla crisi economica ed occupazionale. Per tanto tempo in Regione ci sono state risorse abbondanti ma si è pensato a finanziare le sagre di paese piuttosto che le infrastrutture strategiche come il Porto di Ortona, né possiamo prendere lezioni da chi pur avendo avuto 66 mesi di tempo a disposizione non ha mosso un dito. Per troppo tempo il porto è stato vittima dei giochi della politica e di cattivi maestri. Va lanciato una sorta di tavolo permanentemente convocato con gli operatori portuali, i tecnici di ogni ordine e grado e gli amministratori pubblici in modo che ogni passo, una volta studiato, poi avrà garantita la successiva attuazione. Lavoreremo così – conclude D’Alessandro-  e alla fine misureremo il numero delle imprese e degli occupati oggi e quelli che ci saranno tra qualche anno e vedremo chi ha sbagliato per la storia e che invece la storia l’ha cambiata”.

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