Corsera su Raniero Fabrizi, ex collaboratore di Balducci e Bertolaso, scelto per gestire i 2 miliardi che arriveranno a L’Aquila.

Raniero Fabrizi, nominato capo dell’Ufficio speciale per la ricostruzione de l’Aquila, finisce nel mirino dei media. Il Corriere della Sera, ad esempio, gli dedica un articolo all’uomo scelto per gestire i 2 miliardi che arriveranno alla città capoluogo.

Fabrizi – si legge su Corsera di oggi nel servizio di Manuele Bonaccorsi 

– appena nominato capo dell’Ufficio speciale per la ricostruzione de l’Aquila, è uno dei più esperti ingegneri in forza al ministero delle Infrastrutture. Ma nella sua lunga carriera si è trovato più volte a lavorare braccio a braccio con gli uomini della cosiddetta “cricca della Ferratella”: Angelo Balducci, Fabio De Santis, Mauro Della Giovampaola, e poi il supercommissario Guido Bertolaso, tutti finiti sotto processo per il “sistema gelatinoso” nato intorno ai grandi eventi della Protezione civile, sgominato dalla magistratura nel gennaio del 2010. Certo, Raniero Fabrizi non è mai stato indagato, ma la sua nomina sta facendo storcere più di una bocca nel capoluogo abruzzese, che a 6 anni dal sisma è ancora lontano dalla normalità. Quello a cui è stato destinato Raniero Fabrizi, infatti, è l’ufficio più importante e delicato del complesso sistema burocratico che gestisce la ricostruzione della città colpita dal terremoto del 6 aprile 2009. Passeranno proprio dalla sua scrivania le richieste di contributo per la ricostruzione, finanziate dal governo per 2,2 miliardi di euro nei prossimi 3 anni. Fabrizi – viene ancora scritto sul quotidiano milanese – proviene dal Consiglio Superiore dei Lavori pubblici, di cui è tutt’ora componente. Massimo organismo tecnico del ministero di Porta Pia, il Consiglio è stato presieduto per anni da Angelo Balducci, figura centrale del sistema corruttivo scoperto dai magistrati 5 anni fa. E proprio insieme a Balducci, Raniero Fabrizi è stato a capo della Struttura tecnica di missione per il G8 della Maddalena. Un grande evento costato quasi mezzo miliardo di euro. Soldi buttati al vento, perché il G8 poi si tenne a L’Aquila, lasciando inutilizzate gran parte delle opere. Con un lungo e costoso strascico di richieste di risarcimento allo Stato. Raniero Fabrizi – ricorda il Corriere – fino al giugno 2008 è anche capo della Struttura tecnica di missione per il 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia. Quando la sua poltrona viene occupata proprio da Balducci prima e da Della Giovampaola poi, Raniero Fabrizi viene messo dal Governo a fare il commissario straordinario per la ristrutturazione del Teatro San Carlo di Napoli. Una ristrutturazione che comunque finisce tra ricorsi e costi che lievitano da 55 a 75 milioni di euro. Poi c’è lo scandalo della Scuola dei Marescialli di Firenze, finito al centro dell’inchiesta dei pm toscani. La vicenda, nella quale precipita anche il politico Denis Verdini, riguarda un appalto milionario, inizialmente vinto dall’impresa Btp di Riccardo Fusi. Ma, a causa di alcune inadempienze, la commessa era stata poi assegnato alla Astaldi. Secondo i magistrati, Angelo Balducci e il suo braccio destro Fabio De Santis, in cambio di favori e regalie, sono pronti a tutto pur di riconsegnare il cantiere alla Btp. E qui spunta ancora il nome di Raniero Fabrizi: proprio Balducci nell’estate del 2009 lo nomina a capo di una commissione per dirimere il contenzioso. Secondo i pm, dalle intercettazioni telefoniche emerge che Fabrizi ascolta con attenzione i consigli che gli vengono dati dagli uomini della cricca. Senza ottenere nulla in cambio, a quanto risulta. “La risposta della Commissione da me presieduta fu negativa. Vennero espressi dubbi sulla possibilità di riassegnare il cantiere alla Btp”, ci ribatte Fabrizi. Ma la vera domanda è: possibile che Fabrizi non si fosse accorto di nulla? “Balducci parlava con centinaia di persone. Io sono stato intercettato e i pm non hanno trovato nulla nei miei confronti. Questo mi rende molto tranquillo”. Raniero Fabrizi è anche uno dei due tecnici che all’inizio degli anni 2000 redige una perizia destinata qualche anno dopo a destare scandalo. Da ingegnere del Servizio Integrato infrastrutture e trasporti del Lazio valuta come “ai limiti dell’abitabilità” un edificio di oltre 100 metri quadri, con vista Colosseo. Quella casa era abitata da anni da un potente dirigente pubblico, Filippo Patroni Griffi. La perizia di Fabrizi gli permette di acquistare ad appena 177mila euro un appartamento nel pieno centro di Roma, che vale almeno 5 volte tanto. In effetti nel 2012, Patroni Griffi – divenuto ministro della Pubblica Amministrazione del premier Mario Monti – rivende quell’immobile a “rischio crollo” a ben 800mila euro. “Allora non sapevo neppure chi fosse Patroni Griffi”, ribatte Raniero Fabrizi. Speriamo che a L’Aquila faccia più attenzione”.

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