La Cisas Fisast sull’azienda unica dei trasporti: “Così com’é serve solo a salvare l’Arpa”

“L’azienda unica, TUA non è nata e stenta a nascere per diverse problematiche, tra l’altro tutte ampiamente prevedibili”. E’ il punto dal quale il Segretario Provinciale CISAS FISAST Remo Stella, muove le sue argomentazioni sulla effettiva bontà dell’operazione di fusione di Arpa, Gtm e Sangritana, fortemente voluta dalla Regione.

“L’incorporamento in ARPA dei colossi Ferrovia Adriatico Sangritana e Gestione Trasporti Metropolitani è stata una esigenza discutibile finalizzata solo al salvataggio della Società ARPA e non costituisce la panacea per risolvere il problema delle partecipate – afferma Stella -. La soluzione logica normale e funzionale sarebbe stata la fusione tra le due ex Gestioni Governative del Ministero dei Trasporti, Ferrovia Adriatico Sangritana e Gestione Trasporti Metropolitani, con sede legale e generale a Pescara e sede ferroviaria a Lanciano. In un secondo momento o anche contestualmente il destino di ARPA, che val la pena di ricordarlo a tutti è nata da una costola della Ferrovia Adriatico Sangritana (FAS) nel 1979, sarebbe stato sicuramente più glorioso e privo di problematiche, se fosse stata acquisita dalle due ex Gestioni Governative. Ma oramai la “frittata” è fatta e tutti gli attori del trasporto pubblico regionale coinvolti in questa operazione al rovescio, sono ora chiamati a fare acrobazie per poter evitare il naufragio di questo gigante dai piedi d’argilla che ancora non vede la luce. Quello che c’è di reale è che la Regione Abruzzo ha patrocinato la ricostituzione del capitale sociale dell’ARPA, che era praticamente azzerato, mediante il conferimento dei beni della Ferrovia Adriatico Sangritana e della Gestione Trasporti Metropolitani, con l’unica finalità del salvataggio di ARPA S.p.A., azienda di fatto fallita! Piano piano vengono fuori vicende assai preoccupanti – continua il Segretario Provinciale CISAS FISAST -. Pochi giorni fa sugli organi di stampa è stata riportata la notizia, purtroppo confermata dalla consultazione dei pubblici registri, della richiesta di somme stratosferiche da parte dei due consulenti che hanno valutato i patrimoni delle due ex Gestioni Governative per il conferimento in ARPA. Somme richieste a FAS, a GTM e solo minimamente all’ARPA. Però, uno dei periti valutatori dei patrimoni delle solide aziende di trasporto regionale (FAS e GTM), sempre da quanto risulta dagli atti pubblici, era già stato incaricato per le vicende “Alimonti”, che guarda caso era debitrice della Ferrovia Adriatico Sangritana, molto tempo prima di assumere l’incarico per cui oggi va a reclamare una parcella quasi milionaria. Oltre alla presunta incompatibilità di tale perito, questa Organizzazione Sindacale ha rilevato anche una presunta incompatibilità territoriale da parte del Tribunale di Chieti rispetto alla valutazione del patrimonio FAS, ai sensi dell’art 2343 del Codice Civile e con nota del 26/02/15 ne ha chiesto informazioni e conferma al Presidente del Tribunale di Lanciano. La manifestazione del 29 dicembre scorso a Pescara, per la presentazione proprio della TUA è stata una frettolosa dichiarazione d’intenti, niente di più. Così come appare una dichiarazione d’intenti il Piano Strategico 2014-2019 che lunedi 16 marzo 2015 il Consiglio Regionale d’Abruzzo è chiamato ad approvare. Un Piano che non si esplica con dati e numeri, ma solo con belle parole. Manca il Piano d’Impresa, che individui la programmazione dei servizi, i tempi necessari e l’analisi delle relative risorse. Manca l’Organigramma di questa nuova azienda. La tanto declamata riduzione della spesa politica verrà attuata anche con la riduzione delle figure politiche e politico/dirigenziale? Quale sarà il futuro dei dipendenti amministrativi, già dichiarati in esubero? A queste domande il Piano Strategico, che tale non è, non risponde. Questa nota non può concludersi senza un accenno alla società commerciale Sangritana S.p.A. – chiosa il Segretario Provinciale CISAS FISAST -, società creata per differenziare il volume d’affari commerciale da quello istituzionale. Ai fini del rispetto normativo, però, tale separazione non era necessaria, in quanto, stanti le dimensioni aziendali, bastava attuare la sola separazione contabile dei bilanci. Ora invece la collettività dovrà finanziare un’altra società con risorse che istituzionalmente potrebbero andare a finanziare l’Azienda Unica. Attualmente in questa società sono già confluiti, a titolo gratuito, beni di proprietà della Ferrovia Adriatico Sangritana SPA. Speriamo non si riveli solo una società di comodo da usarsi per placare gli appetiti clientelari. Questa Organizzazione sarà vigile, a difesa non solo delle risorse umane, ma della collettività tutta e dei territori, metterà sempre in primo piano la salvaguardia del servizio sociale da rendere agli utenti, nonostante la Regione l’abbia estromessa dagli incontri sindacali del 4 e 6 marzo 2015, adottando un metodo antisindacale che, se perpetuato, verrà normativamente perseguito”.

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