Assoluzione alla Commissione Grandi Rischi: presentato ricorso in Cassazione. I geologi italiani portano il caso L’Aquila a Roma

La Procura generale de L’Aquila ha presentato il ricorso in Cassazione contro la sentenza della Corte d’Appello del capoluogo che ha ‘demolito’ il verdetto – emesso in primo grado – di condanna a sei anni di reclusione a sei ex componenti della commissione Grandi Rischi, organo consultivo della Presidenza del Consiglio dei Ministri. In primo grado, infatti, ci furono sette condanne a sei anni di carcere, mentre in appello l’unico condannato è stato Bernardo De Bernardinis a due anni di carcere con i benefici di legge, mentre la Procura generale aveva chiesto la conferma delle condanne. Il ricorso alla Suprema Corte segue una serie di ‘summit’ tra il procuratore generale Giuseppe Falcone e l’avvocato generale Romolo Como, per studiare le mosse.

Non è solo l’unica novità. I geologi italiani portano L’Aquila, con tutti i suoi argomenti, tutti i suoi temi, nella Capitale, nel cuore del potere politico. Nessuna commemorazione, nessun anniversario, ci saranno tutti i sindaci del cratere, i cui paesi sono stati colpiti dal sisma e ci saranno i genitori degli studenti i cui sogni sono volati via con loro quella stessa notte , ma ci saranno  rappresentanti del Governo e parlamentari.

“Abbiamo voluto fare uscire L’Aquila da L’Aquila e portarla a Roma – ha affermato Michele Orifici Coordinatore della Commissione Protezione Civile del CNG – perché L’Aquila è una questione nazionale. C’è la prevenzione che è essenziale al fine di salvare vite, infrastrutture, beni culturali e c’è il tema del tessuto sociale di tutti quei paesi, quei comuni colpiti da un terremoto. In Italia molti di questi paesi hanno perso la loro identità , sono vuoti e sono stati privati di quella che fu la loro storia, la loro cultura, il loro modo di vivere. Tutto ciò anche perché in questi anni non c’è stata la prevenzione. E c’è un dato significativo: l’80% dei Comuni Italiani ha adottato il Piano di Protezione Civile ma solo il 10% lo ha reso noto alla popolazione. Quasi tutti i comuni italiani hanno un Piano di Protezione Civile ma continuano a conservarlo nel cassetto ed allora dobbiamo capire che è essenziale parlare alla gente e dire come comportarsi in caso di un terremoto e mettere in campo tutte quelle azioni che sono parte integrante della prevenzione . Solo così riusciremo a limitare i danni”.

Il giornalista Umberto Braccili (RaiTre Regione Abruzzo) ha raccontato le storie degli studenti aquilani nel  libro “Macerie dentro e fuori” grazie alle cui vendite è stato possibile finanziare  il Premio di Laurea  “AVUS 2009”.  “Abbiamo girato tutte le Università italiane parlando ai giovani di oggi che saranno scienziati, amministratori, sindaci – ha concluso Michele Orifici – affinché l’Italia possa un domani non troppo lontano comprendere l’importanza della prevenzione , delle geoscienze. Lo abbiamo fatto con Sergio Bianchi, Angelo Lannutti che a L’Aquila hanno perso i loro figli. Grazie a loro , al loro dolore , al loro sacrificio è stato possibile realizzare il Premio di Laurea. Il 26 marzo, a Roma premieremo uno studente o studentessa che avrà presentato la migliore tesi sulla prevenzione sismica e sul rischio sismico. Ci sono giunti molti lavori e tutti di grande qualità a dimostrazione di un Paese ricco di menti che rischiano però di andare a lavorare all’estero”.

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