Mario Negri Sud, lotta contro il tempo per salvare il salvabile

Sembra facile raccontare quanto accaduto negli ultimi anni al Mario Negri Sud, invece è tutto maledettamente complicato. Da una parte trattative e accordi per salvare il Centro di Ricerche, sotto sotto altre manovre per arrivare al punto in cui oggi si è giunti. Già, troppi fatti sono accaduti, alcuni noti, altri molto meno. Emergono in parte solo adesso e chissà quanti ancora vedranno la luce nell’immediato futuro. Sembra di parlare di qualcosa successo su un’isola sperduta, invece si tratta di una struttura che di risultati, in campo nazionale e internazionale, ne ha ottenuti molto, mettendo in vetrina professionalità che altrove avrebbero trovato aiuti, sostegni e considerazione. Eppure il Centro è lì, nel bel mezzo dell’Abruzzo, con tante potenzialità da esprimere, di studi e ricerche da poter ancora svolgere.

Sergio Aliprandi (Filcams Cgil), Rita Magnifico :Cgil Abruzzo) e Ernesto Magnifico (Fisasc Cisl)

Sergio Aliprandi (Filcams Cgil), Rita Magnifico :Cgil Abruzzo) e Ernesto Magnifico (Fisasc Cisl)

Triste confermarlo, ma la ricerca non porta voti e il mondo in cui opera è sempre visto lontano. Anche per questo i passi compiuti negli ultimi anni sono stati lenti ed anche sbagliati.  C’è stato un periodo, anni fa, in cui i due ‘estremi’ si sono toccati. Chi era alla guida del Negri Sud, allora Consorzio, organizzò incontri, conferenze, portando alla conoscenza di tanti i risultati di alcuni progetti conclusi dagli studiosi. Poi più nulla. Quasi tutto è finito nel silenzio e le uniche notizie che son venute fuori dal Centro hanno riguardato più la crisi, che la ricerca.

Forse è troppo tardi per evitare la definitiva chiusura, forse no. Intanto si fa il punto della situazione alla luce della messa in liquidazione dell’istituto. Gli spazi di manovra sono pochi, come il tempo a disposizione, ma bisogna percorrerli in velocità non fosse altro per tutelare gli oltre 100 dipendenti, senza stipendio da 20 mesi. Rischiano di rimanere senza lavoro e nemmeno accedere al Tfr.

Lo hanno spiegato oggi Sergio Aliprandi (Filcams Cgil), Rita Magnifico (Cgil Abruzzo) e Ernesto Magnifico (Fisasc Cisl) in una conferenza stampa svoltasi nella sede del Patto Sangro-Aventino, a poche centinaia di metri dalla sede storica del Negri Sud, di Santa Maria Imbaro, dal 13 marzo scorso off limits per i dipendenti. Si tenterà di salvaguardare i diritti maturati dai ricercatori e i dipendenti, dall’altro sollecitare l’intervento della Regione per provare a evitare la fine dell’istituto dopo 30 anni d’attività.

Senza dimenticare le inchieste, due, avviate dalla Procura della Repubblica di Lanciano. La magistratura inquirente è stata sollecitata ad intervenire da due esposti presentati dalla Filcams-Cgil e dalla Fisascat-Cisl, il 29 ottobre e il 25 novembre scorsi. “Abbiamo chiesto che si faccia chiarezza sulle procedure seguite nel passaggio da Consorzio a Fondazione (nel 2013, ndr) e sui debiti accumulati dal 2005 in poi. Che aumentano ogni giorno di più”. Un lavoro di non poco conto, soprattutto nella ricerca di responsabili, che sono sulla bocca di tutti, ma mancano le prove. Di certo è che ci sono i crediti che dovranno essere soddisfatti (9 i milioni di euro di debito acculati, forse anche di più, nonostante il passaggio e una diversa ripartizione delle quote tra un consiglio di amministrazione e l’altro. A nessuno sfugge che oggi Negri Milano, Regione e Provincia di Chieti hanno pari quote, mentre prima del 2013, il 75 per cento era detenuto dal Negri Milano, il 15 dalla Regione e il 10 per cento dalla Provincia di Chieti. E poi c’è in futuro, incertissimo, di quanti lavorano nel Centro.

Intanto, dopo l’intervento del deputato Sel Gianni Melilla, che giorni fa ha presentato un’interrogazione al Ministro Stefania Giannini affinché convochi parti sociali, Regione Abruzzo ed enti locali per “verificare un eventuale piano di recupero della prestigiosa struttura scientifica”, anche la senatrice del PD, Stefania Pezzopane, ha presentato un’interrogazione rivolta ai ministri del Lavoro e dell’Università e della Ricerca scientifica “per scongiurare la chiusura definitiva della Fondazione Mario Negri Sud e garantire la salvaguardia dei 130 lavoratori della Fondazione, per non disperdere un importante patrimonio di professionalità che uno Stato dovrebbe custodire e proteggere, anche nel proprio interesse. Non è pensabile che gli errori di una gestione dissennata ricadano sui lavoratori, ai quali va tutta la mia solidarietà – spiega Pezzopane in una nota – credo che il Governo debba intervenire per fare chiarezza sulle cause e sulle le responsabilità che portato al fallimento una delle eccellenze del nostro Paese. La cosa tragica è che la messa in liquidazione della Fondazione, che era nata paradossalmente per far rifiorire l’Istituto in agonia, potrebbe azzerare la possibilità di ammortizzatori sociali per i ricercatori e il personale dipendente. Sarebbe una vera tragedia da scongiurare – sottolinea la senatrice – si tratta di personale altamente qualificato, ricercatori e borsisti, che attendono ancora di percepire le mensilità arretrate e di accedere al TFR. Sono tutte persone che hanno iniziato la loro formazione al Negri Sud nel 1987-88 e che, dopo aver raggiungendo livelli di professionalità elevatissimi e aver dedicato all’istituto gran parte della propria vita e di quella delle proprie famiglie, si sono venuti a trovare in una situazione drammatica che non offre alcuna prospettiva lavorativa ed economica”.

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