La Filt Cgil lancia le sue proposte dopo la fusione di Arpa, Sangritana e Gtm

“Un solo consiglio di Amministrazione composto da tre componenti (e non cinque); eliminazione della figura di Vice Direttore Generale; razionalizzare delle figure dirigenziali attualmente in sovrannumero e concomitanti per ruoli ed incarichi ricoperti; individuazione di una sede di proprietà (e sappiamo che ve ne sono tra le tre società) che non comporti il pagamento di un ingente canone di affitto come avviene peraltro oggi per la sede di Arpa di via Asinio Herio a Chieti. Per essere più espliciti, crediamo che le ragioni di opportunità politiche legate alle prossime elezioni che si terranno a Chieti, debbano passare in secondo piano. Rivedere tutte le partecipazioni societarie delle tre società, alcune delle quali rasentano il ridicolo rispetto alla mission aziendale. Internalizzazione di lavori di manutenzione attualmente dati all’esterno con costi paradossalmente superiori. Eliminazione di benefits e agevolazioni concesse al personale in assenza di contrattazione aziendale”.

Sono le proposte che la Filt Cgil, attraverso il suo segretario regionale, Franco Rolandi, lancia alla luce della riforma del trasporto pubblico locale in Abruzzo e con essa il processo di aggregazione delle tre società regionali (Arpa, Sangritana e Gtm) per il quale lunedì scorso si è consumato un altro passaggio importante in Consiglio Regionale, attraverso l’approvazione del progetto di fusione e dello Statuto della nuova società. Non sarà facile, c’è ancora molto da lavorare, soprattutto per quanto riguarda la distribuzione dei servizi sul territorio e arrivare, laddove sarà necessario per evitare sovrapposizioni, a tagli delle linee. Occorrerà, insomma, guardare al risparmio e, al contempo, all’efficenza. A tal proposito, c’è da badare, in questa fase, proprio ai costi. Si guarda al personale viaggiante e non (nella TUA saranno 1600), ma bisogna lanciare uno sguardo attento anche al settore dirigenziale. Si sa che proprio in vista della fusione delle tre società, molti dirigenti in Arpa, Sangritana e Gtm si sono affrettati a farsi riconoscere parametri contrattuali più alti e questo porterà a un’inevitabile innalzamento dei loro stipendi. Una situazione che i sindacati conoscono e che dovrà essere affrontata con la stessa decisione riposta per altre. E tra le righe del comunicato di Rolandi non manca.

Ad ogni buon conto, la Filt Cgil definisce positivamente l’operazione portata a termine in questi giorni per “un’azienda di trasporto pubblico locale che andrà a collocarsi tra le prime dieci imprese in Italia in termini di numero di addetti, di km percorsi, di parco mezzi e di introiti derivanti dalla vendita dei titoli di viaggio. Creerà le condizioni per rendere competitiva questa azienda allorché nel 2019 occorrerà obbligatoriamente confrontarsi con le gare e quindi con il mercato. E questo costituisce uno dei motivi che hanno indotto le organizzazioni sindacali a credere fermamente nel progetto di fusione”.

Ma non mancano delle stoccate nelle considerazioni fatte dalla sigla sindacale. Innanzitutto “d’aver perso tanto tempo in questi anni, affidando la guida delle tre imprese ad amministratori che di trasporti e di mobilità ne sapevano ben poco, ma che sono stati catapultati ad occupare un posto di potere al solo scopo di rispondere ad una logica politica di spartizione di poltrone – afferma la Filt Cgil -. Scelte che hanno portato, come nel caso di Arpa, a gestioni fallimentari con bilanci pluriennali in rosso, con l’indicazione di ingenti crediti inesigibili e con una situazione debitoria insostenibile. E’ altresì doveroso rammentare ancora una volta (se ce ne fosse bisogno) che l’apparente situazione di equilibrio economico/finanziario registrata nelle altre due aziende oggetto di fusione (Gtm e Sangritana) si è resa possibile quasi unicamente alla maggiore dote di contributi regionali cui le stesse hanno beneficiato rispetto ad Arpa. E su questi aspetti, coloro che oggi definiscono l’azienda unica “uno spot”, dovrebbero coscientemente ricordare i cinque anni in cui hanno amministrato la Regione, trascinando il settore dei trasporti a queste assurde condizioni, piuttosto che scaricare sulle organizzazioni sindacali le responsabilità del proprio fallimento”.

Il sindacato non nasconde le difficoltà di fronte alle quali ci si trova ora. “Sappiamo bene che la fusione per incorporazione prevede tempi e modalità che non consentono pause di riflessione ed è del tutto evidente che sarà necessario un serrato confronto (peraltro già avviato con la Regione) soprattutto per ciò che riguarda ad esempio l’armonizzazione della contrattazione aziendale vigente attualmente nelle singole aziende. E a questo confronto serrato la Filt Cgil non si sottrarrà pur sapendo che a distanza di pochi mesi dall’approvazione della legge regionale 42/2014, sono già cambiate alcune importanti condizioni indicate nella norma, attinenti la conservazione degli aspetti normativi aziendali applicati prima della fusione. In considerazione del venir meno di quell’invarianza di risorse e dei trasferimenti dallo Stato alle Regioni, abbiamo ovviamente compreso che l’attuale livello di contrattazione aziendale presente nelle tre aziende, non sarà completamente sostenibile e che per mantenere i conti in ordine e in equilibrio della nuova società, verrà presumibilmente chiesto un sacrificio anche agli oltre 1600 lavoratori che faranno parte di TUA. Tuttavia sia chiaro che ci opporremo con tutte le forme possibili all’eventualità che si voglia perseguire un  efficientamento aziendale e un equilibrio del sistema agendo unicamente sulla leva di una maggiore produttività e sulla drastica riduzione del costo del lavoro e delle condizioni dei lavoratori. Pertanto torniamo a ribadire che i primi provvedimenti da adottare dovranno fornire segnali chiari ed inequivocabili rispetto all’abbattimento dei costi della politica, dei costi del management e all’eliminazione di sprechi e dissipazioni di risorse che caratterizzano attualmente le tre aziende. Ci aspettiamo una maggiore disponibilità al confronto da parte del Governo Regionale sul tema delle risorse. Il processo di efficientamento dell’azienda unica prevede un recupero di risorse per il solo anno 2015 di circa 6,5 milioni di euro dei quali 2,5 milioni incideranno sul costo del personale. Se a queste cifre aggiungiamo i 10 milioni di euro di tagli previsti sempre per il 2015 sul fondo regionale dei trasporti (dei quali 8 milioni circa dovrebbero interessare l’azienda unica), arriviamo ad un recupero complessivo (da attuarsi da qui alla fine dell’anno) di circa 14,5 milioni di euro. Un’impresa assolutamente impossibile ed improponibile a meno che non spuntino improvvisamente fuori i 20 milioni di euro che la precedente amministrazione regionale aveva assicurato di aver accantonato in qualche misteriosa posta di bilancio… Il Presidente D’Alfonso e l’Assessore al Bilancio Paolucci sono avvisati.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *