Cgil e Filt Cgil: “Troppe resistenze al cambiamento del trasporto regionale. Occorre chiarezza”

“I numerosi incontri fino ad oggi tenutisi, non ci hanno consentito di affrontare tutti i complessi aspetti legati al progetto di fusione a causa di informazioni frammentarie, incomplete e molto spesso contraddittorie. La Cgil e la Filt Cgil Abruzzo che caparbiamente propongono da almeno un decennio la costituzione di un’azienda unica di trasporti nella nostra regione, pur valutando positivamente la decisione politica di creare un cambio di rotta su questa tematica e nonostante l’accelerazione legislativa prodotta da questa Amministrazione, ritengono tuttavia che ancora oggi persistano chiare resistenze al cambiamento in perfetta continuità con la gestione precedente. E’ necessario, data la ristrettezza dei tempi e le legittime aspettative dei lavoratori e dell’utenza, creare da subito nuove condizioni per riposizionare la discussione nell’ambito di una serrata trattativa avente come presupposto condiviso la reciproca collaborazione e convinzione di un progetto che dovrebbe essere strenuamente difeso non solo dalle organizzazioni sindacali”.

Lo scrivono Alessandra Genco della CGIL ABRUZZO e Franco Rolandi della FILT CGIL ABRUZZO in una dettagliata lettera inviata a Luciano D’Alfonso Presidente Regione Abruzzo, a Camillo D’Alessandro, Consigliere Delegato Trasporti Regione Abruzzo e a Luciano D’Amico, Presidente dell’Arpa Spa, e resa pubblica oggi. Una missiva nella quale si fa sostanzialmente appello per affrontare una serie di problematiche divenute oramai improcastrinabili per non veder fallire quanto fatto sino ad ora per la realizzazione dell’azienda unica regionale di trasporto. Un processo che ha subito una forte spinta in queste settimane e che ha portato dapprima al passaggio del progetto in Consiglio Regionale e, successivamente, all’approvazione nei CdA delle rispettive aziende. Si sono contestualmente aperti i tavoli di confronto con le organizzazioni sindacali sul Piano Industriale e sull’armonizzazione contrattuale. Un momento anch’esso importante, che Cgil e la Filt Cgil Abruzzo ritengono di non poter affrontare nel merito. Le due sigle sindacali nella lettera sostengono che “gli incontri in oggetto debbano servire a sciogliere sia una serie di questioni urgenti e fondamentali che, a quanto pare, non sembrano sufficientemente chiare neanche alle stesse controparti, sia a consentire alle scriventi di poter esprimere la propria visione sulle diverse criticità che comporta un’operazione di fusione tra aziende notoriamente eterogenee. Vorremmo quindi poter affrontare con determinazione le seguenti tematiche: intendiamo ribadire con forza la centralità del trasporto pubblico e il fondamentale ruolo sociale che ricopre anche per migliorare la qualità della vita delle nostre città alle prese con la congestione da traffico privato. Il trasporto pubblico locale pertanto non può rispondere alla logica del profitto e l’azienda pubblica rappresenta ancora oggi l’unico baluardo in grado di garantire quei servizi necessari a soddisfare i bisogni di un territorio come l’Abruzzo dalle caratteristiche morfologiche e sociali particolarmente complesse. Un’azienda di nuova costituzione che si colloca tra le prime dieci realtà di trasporto del Paese, deve avere l’ambizione di poter competere, in qualità di azienda pubblica, con le difficili sfide del mercato. Per fare questo serve un management competente che non risponda alle usuali logiche del potere politico di turno e che soprattutto non sia lo stesso che si è reso protagonista in negativo nella conduzione delle attuali aziende regionali – affermano la Genco e Roland -. Conseguentemente la recente decisione del Cda di Gtm, condivisa dal Presidente di Arpa (presumibilmente avallata anche dalla politica), di prorogare di un altro anno un contratto dirigenziale che sarebbe invece dovuto cessare (così come previsto dagli atti ufficiali) contestualmente alla nascita dell’azienda unica, appare non solo assolutamente irrazionale ma in aperta e chiara continuità con le vecchie logiche spartitorie che almeno oggi non dovrebbero trovare più spazi. L’esiguità delle risorse data dal taglio di 10 milioni di euro previsto per il fondo regionale dei trasporti e dall’annunciata necessità di efficientare la futura azienda unica predisponendo per il solo anno 2015 un recupero di almeno 6,5 milioni di euro, rende indispensabile affrontare ed approfondire l’analisi delle risorse ribadendo che le stesse devono essere indirizzate esclusivamente a sostenere le attività di trasporto pubblico locale. Così come per i tagli, in considerazione dell’eventualità che possano esserci minori trasferimenti anche dal fondo nazionale dei trasporti, si rende necessario un serio approfondimento sulla volontà politico aziendale. Anche su questo aspetto – dicono l’esponente della Cgil e della Filt Cgil – sarebbe opportuno superare la politica degli annunci dando finalmente garanzie certe agli oltre 1700 lavoratori (non escludendo le società partecipate Cerella e Sistema) che vivono nell’insicurezza quotidiana derivante dal susseguirsi di notizie correlate alla nuova riorganizzazione e alla politica dei tagli. Il venir meno dell’invarianza di risorse legato al taglio dei trasferimenti, ha già di fatto reso più complesso il percorso di armonizzazione dei contratti di secondo livello che tuttavia non può prescindere dall’equità salariale e dalla salvaguardia dei diritti economici e normativi acquisiti nel tempo. Questa tipologia di affidamento, comunicataci ufficialmente soltanto nell’ultimo incontro tenutosi lo scorso 19 marzo, impone un’analisi dettagliata degli eventuali riflessi che potrebbero originarsi sulla stessa azienda unica e sui lavoratori con l’obbligo – previsto per legge – di aggiudicare tramite evidenza pubblica almeno il 10% dei servizi attualmente in capo alle tre aziende regionali. E’ necessario conoscere definitivamente il ruolo che queste società assumeranno nell’ambito della nuova azienda unica di trasporto, ribadendo da parte nostra, l’utilità e la centralità dei servizi da loro svolti. Non è ad oggi ancora chiaro quale sarà la mission di Sangritana Spa né come possa la stessa garantirsi un futuro in assenza di una contribuzione pubblica. Riteniamo altresì che le attività commerciali derivanti dai collegamenti quotidiani da e verso Roma e da e verso Napoli, debbano essere equiparate ad attività di tpl e come tali gestite dalla società unica di trasporti. Bisogna con urgenza dare risposte alle esigenze di mobilità nella nostra regione e certezza occupazionale e salariale alle lavoratrici ed ai lavoratori delle società partecipate e controllate interessate dal processo di fusione in un’ottica di trasparenza e di autonomia dalla politica”.

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