D’Ortona (FI): “Lanciano sempre più azzerata di servizi, adesso tocca all’agricoltura”

Dopo la Sangritana spa, il Mario Negri Sud, Ombrina Mare, il mega l’ospedale nuovo ipotizzato nell’area chieti-Pescara che azzera la precedente programmazione e la possibilità di realizzare un ospedale a Lanciano, adesso tocca ai servizi all’agricoltura. A Lanciano non chiediamo proclami ma atti autentici di programmazione e difesa del territorio. Del resto Regione, Provincia e Comune sono in totale simbiosi per idee e rappresentanza politica. Ma nei fatti l’impoverimento di servizi e funzioni di questo territorio con Lanciano in testa cresce esponenzialmente e  per questo motivo, il sindaco nonché Presidente della Provincia, risponderà in consiglio comunale e alla città su cosa farà per la tutelare un altro asset  fondamentale dell’economia locale Frentana che rischia di sparire per inerzia, scarso peso politico, mancanza di visione e capacità di programmazione”.

Parole che pesano come macigni quelle del consigliere di Forza Italia Manlio D’Ortona, che in una nota denuncia un altro caso di depauperamento “del  territorio e in particolare della città di Lanciano. Con la ristrutturazione della Direzione Agricoltura in regione, si prevedono le chiusure degli uffici UTA (uffici territoriali per l’agricoltura)  di Ortona, Lanciano e Vasto – mette in evidenza D’Ortona -. Cosa produrrà la riorganizzazione in cantiere prevista dalla Regione abruzzo? Gli agricoltori e le imprese boschive dell’Aquila – spiega il consigliere di Forza Italia – saranno costretti a dividersi tra 3 province: una parte avrà come riferimento il servizio territoriale di Avezzano, la parte propria dell’aquilano farà riferimento a Teramo e l’Alto Sangro farà riferimento al servizio territoriale di Chieti insieme all’alto vastese. Invece gli stessi agricoltori (cioè le oltre 60.000 aziende), per l’istruttoria del PSR (Piano di Sviluppo Rurale)  si dovranno rivolgere a Pescara. Questa è la risultante non solo di una drastica riduzione degli uffici, che dimostra una scarsa conoscenza del patrimonio agricolo e della sua funzione trainante nella nostra provincia,   ma sicuramente anche  di una scarsa sensibilità nei confronti delle esigenze di questo mondo e della sua vitalità economica. Il Servizio foreste, che peraltro interagisce con il Comando Forestale dello Stato,  in sostanza avrebbe potuto svolgere il prezioso compito di tutelare importanti aspetti che vanno dal dissesto idrogeologico alla tutela del singolo albero. Ovvero potrebbe  essere potenziato e migliorato considerando anche i problemi di assestamento idrogeologico della nostra regione e provincia. In altri termini invece di potenziare si preferisce depauperare privilegiando il bacino pescarese. Un altro ultimo punto negativo conclude D’Ortona – riguarda l’attività delle pratiche autorizzative che di fatto per il 90% sono di natura forestale, per uso civico e demaniale  rispetto alle quali gli uffici UTA svolgono un lavoro fondamentale. Servizi che andranno praticamente soppressi. Di fronte all’accentramento delle funzioni nella sede di Pescara, non si può sottovalutare la questione dei 20 dipendenti che lavorano presso l”UTA a Lanciano  costretti a migrare nel capoluogo adriatico. Dipendenti costretti ad andare altrove, ma soprattutto tanto disagio per i nostri agricoltori e aziende del mondo agricolo”.

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